Jul
21
2010
Non che cambi qualcosa. Assolutamente.
Spiace e rassicura questo tedioso procedere.
Rassicura che ogni giorno sia uguale al precedente. Rassicura quando i piccoli ostacoli quotidiani vengono superati come piccole onde già consumate dagli scogli.
Rassicura quel velo calato sugli occhi a nascondere il futuro prossimo, un velo conosciuto e protettivo. Anche se, ormai, di quel futuro imminente s’intravedono le forme.
Spiace di non aver fatto di quest’uomo più di quel che è. Non molto.
Spiace non aver saputo cogliere gli attimi, non aver capito che quel momento era decisivo non per se stesso ma per mille altre cose. Ecco, questa è una cosa che proprio m’era sfuggita; le conseguenze.
Ho bruciato tanti sogni e poche tappe, dovrei aver imparato qualcosa ma così non è. Non sarei qui, ora. Anzi, tengo viva la brace di quel focherello che fu e ogni tanto una folata alza le ceneri di quelle speranze. Ceneri che solo io posso riconoscere e senza vergogna per qualche tempo le vedo, le sento, le credo ancora vive.
Non sono i rintocchi a darmi la tristezza, ma il vuoto tra essi.
May
28
2010
A casa mia quando si fanno alcuni lavori; appendere una mensola, centrare il soffitto oppure prendere le misure per un mobile. Si è sempre in lotta con le pareti, che non sono perfettamente perpendicolari. Oppure il soffitto, che pende leggermente ma non in modo uniforme o forse è il pavimento, chi lo sa. Quindi: se vuoi che il colpo d’occhio non si riveli un pugno, le misure spesso servono fino ad un certo punto e dopo devi destreggiarti con l’occhio. L’occhio del come sarà una volta finito. L’occhio che vuole la sua parte, ma tu non sai se è un po’ più a destra a sinistra, su o giù.
Ecco.
Anche il resto delle cose funziona così, a casa mia.
Potresti fare di tutto ma tenendo presente le variabili folli che regnano in questa famiglia.
Non potrei spiegartelo meglio senza entrare in dettagli tanto lunghi quanto noiosi.
Cerca di capire.
Fingi almeno.
Oppure vaffanculo pure tu.
Eh.
Feb
16
2010
C’è una pioggerellina silenziosa e invisibile che lucida le vie come Moncler alla moda. Te ne accorgi quando varchi la soglia, anch’essa invisibile, e d’improvviso senti le gocce gelide pizzicarti il viso e lentamente farsi rivolo sulla fronte.
Sembra niente invece c’è questa lenta pioggia tranquilla, silenziosa, incessante e inesorabile a bagnarti e resti lì sotto, perché sembra niente quella pioggerellina invisibile. Sembra non debba fare nulla di male, del male che una pioggia qualsiasi potrebbe fare. Sembra.
Così continui senza preoccupartene, prendi le chiavi, apri il bagagliaio. Porti fuori le cose, ti muovi tranquillo senza fretta, come la pioggia. Ma tu non sei la pioggia, prendi solo il suo ritmo.
La goccia che scivola lungo il ciglio ti fa sorridere, i tuoi capelli sono bagnati, il motivo è ovvio, ma vuoi stupirti ugualmente. Sei nel bel mezzo di una pioggia e fai finta che non sia vera pioggia.
Alzi gli occhi al cielo usi l’improprio senso tattile dei tuoi occhi e, finalmente, la pioggia è.
Il cortocircuito poi ti porta a sentire di nuovo le gocce spandersi lente e gelide sulla fronte.
Il freddo. Un brivido.
La prossima volta, si, la prossima volta starai più attento.
Nov
19
2009
Sono un prodotto
non competitivo
non ho mercato
nemmeno nel vintage
Oct
25
2009
Vorrei dire ti amo.
Ma non posso amare se prima non amo me stesso.
Ma non posso amarmi, se prima non mi rispetto.
Ma non posso rispettarmi, se non facendo soffrire chi mi ama.
Ma posso far soffrire chi mi ama così da rispettarmi e amarmi per poi amare te?
Sep
15
2009
Gioco ad illudermi che non sia un gioco.
Illudermi che sia un gioco è reale.
La realtà è un gioco d’illusione.
Sep
08
2009
Le risposte, tutte sbagliate, il biglietto di ritorno.
Aug
29
2009
Cosa e quanto sei disposto a mettere in gioco?
Tutto o una parte?
La domanda infine è: quanto sei disposto a perdere?
Il cruccio non è tanto mettere in preventivo la sconfitta, oltremodo contemplata, ma riuscire a quantificare materialmente cosa si perde e cosa si guadagna.
È un castello fatto di carte, e tu sogni di viverci. Sai che è improbabile possa reggere a lungo, eppure non riesci a smettere le congetture, l’analisi illogica delle eventualità e quel triste conto delle restanti future possibilità.
Da quanto tempo non sentivi cuore e cervello in competizione per avere la meglio. Uno ti conosce troppo bene e affonda colpi tremendi: ricordi, insinuazioni e analisi. L’altro sembra ignorare ogni cosa; il passato non conta, il futuro non è ancora e il presente così leggero e gravido di promesse marca un chiaro sentiero per la felicità.
Il gioco è crudele, non ci sono pareggi né vittorie o sconfitte totali ma si vince o perde. Sempre.
Allora sinceramente, cosa sei disposto a mettere in gioco?
C’è solo una risposta giusta, e tu ancora non l’hai data.
La domanda, infine capirai, è prodromo della sconfitta.
Non tutte le risposte hanno bisogno di una domanda.
Aug
08
2009
No ferma, non vedi: sono incastrato.
Ma figurati. Ci vengo volentieri, ma come faccio. Ho la caviglia li sotto e non riesco a….
No no no, non ho paura di farmi male, se ci tieni tanto saperlo già così fa male, e non da un minuto ma da parecchio. Ecco, sei riuscita a farmi fare la figura del Lagnoso. Odio fare la figura del lagnoso.
Perché perché perché, se non te ne sei accorta la sopra c’è gente, e… Bé, è ovvio che m’importa di loro altrimenti per quale motivo starei qui sotto.
Guarda: a me piaci tanto, ma tanto tanto. Però a volte mi fai morire dal ridere e mi dai i nervi. Credevo fosse ovvio, se tolgo la caviglia inizia a traballare e stai pur certa che prima o poi casca tutto.
Secondo te ho alternative?
No, non pensarci nemmeno! Qui sotto a fare il ‘pollastro portante’ non ti ci voglio.
No, non è che non ti voglio. Non ti voglio in questo ruolo. Puoi pensare quello che ti pare, ma sbagli. Cazzo se sbagli. Sbagli e mi fa arrabbiare il fatto di non poterti dimostrare che hai torto. Ma credimi, te lo dico con il cuore in mano: qui sotto, mai. Mi basterebbe sentire solo una volta un sospiro di rimpianto e sarebbe come se tutto mi crollasse addosso.
Eh si, siamo sempre lì.
Mi dispiace. Lo so che non te ne fai niente e…
Va bene. Ok. Lo so e…
Ciao.
Che poi uno si abitua e non ci fa più tanto caso. Solo che quando non ci fai più tanto caso ti scordi d’essere incastrato.