Giu 08 2009

calcolo delle impossibilità

impanato da uzi e allegato in un vero stronzo

È deplorevole che tu, figlio di macellaio, non sogni d’essere il fidanzato di JLo (o giù di lì), ma speri in continuazione di vincere una mano a poker un terno al lotto o, addirittura, il primo premio del superenalotto.
De. Plo. Re. Vo. Le.


Chi tace acconsente

Feb 11 2009

Ennesimo aggiornamento

impanato da uzi e allegato in Pura Fuffa 100%

Non che sia necessario narrare l’esperienza di quest’ultimo aggiornamento alla nuova versione di WordPress, molti lo hanno fatto prima di me e sicuramente descrivendo in dettaglio come fare e come risolvere eventuali problemi.
Voglio solo mettere giù due righe a proposito di questi aggiornamenti e come nel tempo sia cambiato il mio approccio ad essi.
Anzitutto: non ho la minima voglia di farne ancora, spero che in questa ultima versione sia già presente l’opzione per gli aggiornamenti automatici che, anche se puzza molto di windows con conseguenti paranoie, probabilmente mi permetterà di non ricevere più mail di sollecito al aggiornamento da parte del fornitore di hosting.
Altra cosa che mi lascia abbastanza perplesso e in parte meravigliato; è la potenzialità di questo software, che nel tempo ha subito miglioramenti e sviluppi di ogni genere. Sono tanto affascinato da tutte le features e le migliaia di opzioni che potrei passare qualche ora divertendomi semplicemente passando da un menu all’altro senza realmente combinare nulla.
Infine sono anche scocciato: a me questo software non serve. Praticamente non scrivo più, tengo il blog giusto per sfizio e per avere una shell remota in cui pasticciare ogni tanto (e chissà che non torni utile avere una shell in uno stato straniero, visto l’andazzo dei censori italici). Insomma è tanto affascinante e potente questo software, quanto ingombrante ed inutile. Almeno per quanto riguarda i miei bisogni.
In un tempo che sembra lontano eoni migrai in pochi mesi da una piattaforma all’altra poi da un CMS all’altro per essere autonomo e avere qualcosa di rapido e veloce da gestire. Oggi, se usassi un po’ di più il blog, sarei nella stessa situazione di quando mollai Movable Type per la sua mastodontica struttura e pesantezza. Al momento WordPress non sembra soffrire rallentamenti o avere difficoltà nel gestire in tempi ragionevoli questo blog, resta il fatto che è un prodotto che mi sta’ largo e cercherei qualcosa di meno impegnativo, se solo avessi ancora qualche particolare interesse nel mantenere il tutto. Da tempo ormai non provo più quel sottile piacere che solo qualche anno fa provavo nel manipolare file remoti e personalizzare qualche funzione; questo probabilmente significa che al primo errore grave durante un aggiornamento o in caso di problemi di varia natura nel mantenimento del sito tutto questo sparirà miseramente nel nulla. Non ne sarei certamente felice, purtroppo priorità, ahimè, meno ludiche e divertenti rubano tempo e risorse.


Un ardito commento

Feb 06 2009

ho stato malato

impanato da uzi e allegato in Post it

Sarebbe opportuno regolamentare le diverse terapie a contrasto di raffreddori e infreddature.
Con una ferrea disciplina che vada ad imporre regole ben precise su come soffiare il naso in luoghi pubblici o meglio, vietarlo.
Inoltre con sovvenzioni per l’acquisto di fazzoletti di cotone si otterrebbe una sinergia, esemplare per gli altri paesi, per la ripresa economica e salute pubblica.


Chi tace acconsente

Gen 26 2009

Fammi luce qui

impanato da uzi e allegato in In my mind

Avrei tanta voglia di scrivere storie. Storie ricamate, addolcite, rivissute e imbellettate, romantiche come una vecchia fotografia ingiallita della zia Adelina col vestito della festa. Ma si, la realtà percepita con quegli occhi lì. Quegli occhi che ti fanno vedere le cose in modo diverso. Non particolarmente profondo e vero, solo diverso dal semplice guardare. Uno sguardo personale sulle cose e persone.
La storia è lunga e non mi va di raccontarla, con gli anni ho imparato a guardare anche me stesso con occhi diversi; non obbiettivamente d’accordo, ma spero un po’ meglio di quel che ho fatto per lungo tempo. La storia quindi non la racconto, ma gli effetti collaterali credo siano ormai evidenti da tempo.

Non saprei come spiegartelo bene, ma meglio di così al momento non me ne viene:
Ricordi la trekking light, quel tubetto di plastica che una volta piegato iniziava ad emettere una luce fosforescente per una decina di minuti? La regalavano con un cambio d’olio non so a quale distributore e siccome in famiglia l’olio che conta è quello d’oliva e non il minerale o sintetico, non ne avremmo vista una dal vero se non fosse stato per un amico di mio padre, benzinaio, che un giorno ne portò una manciata in regalo e che il genitore -con mio sommo disappunto- regalò a destra e a manca prima che potessi tenerne una per me. Poi dicono che la scuola offre opportunità, a me in quel caso la tolse, ma lasciamo stare.
Dunque le trekking light si piegavano ed emettevano luce, ora a me sembra d’essere il contrario di uno di quei bastoncini; emettevo luce e dopo essermi piegato mi sono spento. Ti verrà da obbiettare che è quello che capita ad una normale lampada al neon, che se la pieghi poi non funziona più, ma non è esattamente la stessa cosa. Non mi sento rotto o spezzato ma come se per un’anomalia in un momento ben definito la reazione chimica sia stata inibita. Una reazione chimica fittizia, o forse no, dato che è tutto dentro la mia testa e forse davvero ho carenze di qualche elemento come il litio o magari il nichel cadmio (Si si lo so, lo stronzio abbonda). Insomma qualcosa che prima c’era adesso non c’è più, manca sopra ogni altra cosa l’empatia. Empatia con le persone, ma anche con le cose le stagioni o semplicemente con una particolare luce del giorno. Me ne accorgo sempre un po’ di più ma non ne sento la mancanza, so che adesso cose e persone hanno preso un valore diverso. Meno disegnate più vicine al reale forse, non che ritenga la mia opinione insindacabile, valuto per quello che vedo e sono pronto a ricredermi, ma senza quella mia luce immaginaria le persone sono solo quello che appaiono o vogliono apparire e perdono quel pizzico di fascino in più che probabilmente, vero o immaginario che fosse, era il mio modo di vederle. Belle o meno, raramente noiose.


Un ardito commento

Gen 07 2009

Per quest’anno, non cambiare…

impanato da uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Per quest’anno i miei buoni propositi sono molto più accessibili, facilmente realizzabili e posso affermare con orgoglio d’essere già sulla buona strada.

Non troverò moglie/compagna/partner (già è difficile trovarle un aggettivo, figurati il resto).
Non smetterò di fumare (il fumo provoca il cancro, ma con me si è sempre comportato bene).
Non mi metterò a dieta (piuttosto digiuno, ma la dieta: no).
Giocherò più spesso a Poker (esclusivamente sulle rooms vietate in italia).
Spenderò più soldi in vaccate tecnologiche (che poi non utilizzerò).
Farò sempre più tardi la notte (tanto il quadrilatero è sempre vuoto).

Con orgoglio ma senza compiacermene perché se una cosa la ho imparata è che di tutte le cose di cui mi compiaccio, di tutte le cose che mi donano anche un minuto di piacere e in quel minuto mi ci crogiolo anche solo un pochino; tutte quelle cose lì finiscono col darmi dispiaceri, delusioni o contrasti irrisolvibili.
Faccio, farò, come con questa neve: la osservo di sghibescio dalla finestra fingendo quasi d’ignorarla. In verità l’adoro. Mi piacciono i tetti imbiancati, i bordi delle panche rialzati a dismisura, mi piace osservare come s’insinua anche dove non dovrebbe esserci e gli alberi che sembrano piegarsi per depositarla con cura al suolo.
L’adoro ma faccio finta di nulla, come se non m’importasse. Altrimenti, come tutte le cose adorabili, sparirebbe in un baleno.


3 han detto che

Dic 13 2008

mod 93

impanato da uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Personaggi:
aspirante hacker: a mala pena ricorda il pin del cellulare.
Banca online: Per accedere al sito servono ventiquattro password: 1234, amore, bobby, dio….
Bollettino Postale: Come Kevin Kostner ne ‘Il grande freddo’.

Trama:
Un bel giorno l’aspirante hacker riceve una bolletta da pagare, nello spazio riservato alle comunicazioni però al posto del solito ‘le fatture precedenti risultano regolarmente pagate’, trova l’ignominiosa scritta: Fattura 123456789, non pagata.
Cercando invano tra le bollette giunge all’amara conclusione che, oltre ai numerosi ritardi nelle consegne, l’ufficio postale ogni tanto perde qualche plico.
Senza indugio l’aspirante hacker digita le ventiquattro password segretissime ed accede al suo conto online e qui cerca di pagare il bollettino postale. Purtroppo la sua banca è diffidente e permette il pagamento dei bollettini cici ciuciu cicia, gli effe tutto il giorno e i premarcati. Niente da fare per quelli in bianco da compilare. Probabilmente è il fattore ‘in bianco’ che incute timore alla Diffidente.
Studiandosi per bene il bollettino premarcato in suo possesso riesce a dedurre tutte le parti necessarie a simulare il bollettino mancante da pagare; tutto tranne due numeri supersegretissimi. Questi numeri compaiono nella parte bassa del bollettino. Dove, in un semplice bollettino da compilare c’è uno spazio bianco che verrà riempito con il codice bancoposta al momento del pagamento, il nostro ha un codice utente che altro non è che il numero della fattura, purtroppo, seguito da due numeri dei quali si ignora la provenienza.
Essendo hacker aspirante sempre pronto a mettersi alla prova il nostro inizia ad indagare sui numeri dei bollettini postali. Senza partecipare ad un concorso a premi né ad uno per essere assunto alle poste, l’aspirante hacker (che a questo punto è più un aspirapolvere d’informazioni più o meno inutili snocciolate dal suo complice gugl) incappa finalmente nel documento che svela l’arcano.

Sul bollettino postale precompilato il codice cliente/numero fattura (per intenderci quel numero lungo sul lato sinistro della terza sezione) è un numero composto da diciotto cifre (da completare con gli zeri a sinistra se non sufficientemente lungo).
Le prime sedici cifre sono il codice cliente/codice fattura generati da chi emette il bollettino. Gli ultimi due numeri si ottengono dal resto dei primi diviso 93.
In parole povere: 0000000123456789 mod 93 = 33.
Codice da inserire 000000012345678933.

Morale:
Preso dall’euforia l’aspirante hacker ha di nuovo brickato il router.


Chi tace acconsente

Dic 03 2008

Lo trovi in internet

impanato da uzi e allegato in Chiacchiere da Bar

Verso la fine del secolo scorso, il ‘996 se non erro, muovevo i primi passi o, se vogliamo, spiegavo le mie prime vele in internet e subito ho capito d’aver un bisogno assoluto della carta di credito.
Da quel giorno ho speso soldi un po’ in tutto il mondo -praticamente quasi sempre negli U.S.A.
Ho comprato rarissime memorie per vecchi computer e adattatori introvabili altrove se non sul web, ho accumulato feedback positivi su eBay da Cina, Germania italia e… dagli Stati Uniti. Ho comprato beni e servizi senza batter ciglio, sempre con la sedici cifre a portata di mano e mai ho avuto timore d’imbrogli, fraintendimenti o che a causa della connessione qualcosa andasse storto. Certo potrebbe capitare che con un modem su linea analogica ci sia qualche problema, ma tutto sommato ho sempre avuto fiducia nel prossimo e che il mio interlocutore avrebbe messo a disposizione tutti i dati ed eventuali soluzioni a qualsiasi problema.
Insomma, mai avuto problemi ad essere web-cliente italiano all’estero.
Oggi mi sono messo in testa d’acquistare via internet il certificato d’iscrizione alla camera di commercio.
Sarebbe bastato telefonare al mio commercialista, ma no, io voglio farlo via internet, perché rinunciare ad una simile comodità? Te lo dico subito.
Perché: è complicato capire a chi rivolgersi, dato che la camera di commercio non rilascia un bel niente via web. Almeno non direttamente. Lo fanno però alcune società affiliate e persino le poste italiane.
Perché: è difficile capire se cambia il gergo o tipologia di servizio, è persino difficile capire dove cliccare (in gergo, il mio: link fatti col culo. Rende meglio l’idea).
Perché: alle poste gli operatori son tutti occupati, molto occupati, occupatissimi. Eh, sarà l’effetto Brunetto.
Perché: quando hai capito dove cliccare e provi ad acquistare ’sto benedetto certificato on line, il sito di rimando è unreachable, e nella mail di conferma non ti viene allegato un bel niente hai solo un link che porta alla pagina iniziale dell’ordine e non, come promesso, a recuperare la visura (visura? Ma come parlano questi).
Perché: quando inoltri una mail con richiesta d’assistenza ad un dominio dot it, stai certo che non risponderanno entro dieci minuti, un ora o due anche se in CET è senza dubbio orario d’ufficio. Forse risponderanno domani, chissà, forse fra un mese, quando il diritto alla visione dei miei dati personali sarà bell’e scaduto (e forse è meglio così che sentirsi dire che: è colpa di un fairual, del proxy, del browser, dei driver di internetexplorer, di Vista, spegni riaccendi il pc, noi funzioniamo solo con icspì), o forse non risponderanno per niente.
Perché, mi domando, ho la netta sensazione che delle istituzioni online, come quelle a terra, ci sia da fidarsi poco. Possono pubblicare le tue dichiarazioni dei redditi a gratis per tutti, ma un tuo documento non lo possono fornire direttamente nemmeno a te. Devi chiedere -dietro compenso- ad una società privata che lo chiederà al medesimo istituto e, probabilmente grazie a un adeguato grado di parentela, riuscirà a mostrarti tale documento (no copia, solo visione). Sempre che il server destinato a tale compito sia raggiungibile, non sia in atto uno sciopero dei panificatori, del tcp/ip, dei driver del monitor, non piova, nevichi e il papa sia in sede e in salute.


Chi tace acconsente

Nov 15 2008

Uomini duri

impanato da uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane


ci sono cose…


2 han detto che

Nov 11 2008

Pop Corno

impanato da uzi e allegato in Chiacchiere da Bar

- per esempio tu, nella tua prossima vita, cosa ti piacerebbe essere?
~ già m’angoscia questa, non farmici pensare. Poi tanto non ci credo.
- si, ma mettiamo il caso…
~ nel caso in cui, allora la metterei in vendita su ebay.
- cos’è questo; cinismo o forse un po’ di depressione?
~ sono futures. Alta finanza, beibi.


2 han detto che

Ott 15 2008

Niente nomi, solo facce

impanato da uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Ho fatto login su facebook, ho recuperato dalla memoria alcuni nomi ed ho cercato.
Ho cercato compagni di classe. Niente.
Ho cercato compagni di scuola elementare. Niente.
Ho cercato qualche commilitone (di quelli che non sono solo facce, ma hanno anche un nome). Niente.
Ho cercato per paese di residenza. Ho trovato la figlia di un mio compagno di classe.

Ho cancellato il mio account*.

[*] Bugia, si può solo disattivare


2 han detto che

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