Apr 30 2003
Delio è un signore che ha da poco superato la…
Delio è un signore che ha da poco superato la sessantina, in pensione da anni non ha mai realmente lavorato. I suoi ex colleghi ne hanno sempre parlato ridendoci sopra, ma non hanno mai tessuto lodi per le sue qualità. Quando ancora lavorava, non so bene con quale mansione, per una nota casa editrice, era continuamente spostato di reparto, generalmente dove non serviva e con la sua inoperosità fosse di minor danno.
Non ha mai ribattuto in modo chiaro a queste accuse, seppur dette ridendo, perché Delio comincia sempre un discorso all’incirca così: “Ma lo sai te, che io…” e va a finire col parlare di tutt’altro, spesso d’occasioni uniche, d’affari d’oro che solo con il suo intercedere, se sei veramente sveglio, puoi accaparrarti.
La mercanzia offerta è sempre a tiratura limitata, ma ogni giorno copre una categoria merceologica differente. Anche se specializzato in orologi di lusso come: Rolex, Cartier, Bulova, Pateck Philippe, Panerai e chi più ne ha più ne metta, nel suo catalogo si può trovare veramente di tutto. Capi d’abbigliamento firmati Prada e Armani, tanto per citarne alcuni. Trovi anche cellulari, borse, cappelli, cinture di pitone che sembrano uscite da un film anni settanta, gadget da extracomunitario e anelli d’oro e argento. Tutto stipato tra il baule di una vecchia Alfa Romeo e le mille tasche della giacca che, seppur sgualcita, immancabilmente indossa.
Nato qui da madre bulgara con sangue ebreo, sente dentro di se l’irrefrenabile istinto per gli affari dalla notte dei tempi. Si ritiene uomo di mondo dotato di savoir-faire, nonché il miglior affarista su piazza in Brianza e dintorni.
Delio, a modo suo, ci sa proprio fare, che tu stia parlando con qualcuno, magari una persona conosciuta da poco, al cellulare sbraitando ed inveendo contro qualcuno o concentrato a leggere il giornale, in qualsiasi caso, se la croce del suo mirino è puntata su di te, non hai scampo. Irruente interrompe ogni cosa tu sia intento fare per mostrarti oggetti lussuosi, di marca, introvabili sul mercato a prezzi stracciati come i suoi, non importa se sei uno squattrinato pieno di debiti o un Berlusconi, non può fare a meno di mostrare la merce e tesserne le lodi più sperticare. Un rifiuto da parte tua è cosa inconcepibile.
Prime ad esser prese di mira sono le signore. Le allettanti offerte come sempre variano; capi d’abbigliamento, male piegati e conservati in sacchi che ricordano tanto quelli della spazzatura, ai preziosi gioielli infilati ad uno spago e ficcati in un sacchetto di carta marrone, proprio come quelli che danno dal fruttivendolo. Nonostante gli sforzi Delio raramente mette a segno qualche colpo, spesso finisce per litigare con questa o quella per le insolenti domande su provenienza ed autenticità della merce, nonché lo stato di conservazione e stoccaggio. La domanda peggiore, quella che ogni donna alla fine pone e che Delio proprio non sopporta, tanto da perderci regolarmente le staffe è la richiesta della confezione originale.
Più arguti, e dotati di sano senso per gli affari sono gli uomini. Selezionati tra una ristretta cerchia di conoscenti, non disdegnando nuovi approcci però, Delio sfodera le armi migliori ai suoi clienti uomini.
Il tipico cliente maschio del nostro mercante è il pensionato.
Cacciato da casa la mattina a buon’ora dalla moglie che, sebbene anch’essa pensionata, deve quotidianamente pulire, lavare, cucinare e curare il bilancio famigliare. Il soggetto in questione gironzola per il paese senza meta, privo d’interessi particolari, passa dal giornalaio all’ufficio postale raccogliendo notizie di terza mano, solo per tenere informata la signora moglie al suo rientro a casa, non di certo per spettegolare come una donna. In alternativa una volta a settimana visita tutte le bancarelle del mercato all’aperto, annotando prezzi e prodotti nuovi, senza mai comprare nulla perché sprovvisto d’autorizzazione dell’amata consorte.
Indebolito dal desiderio d’acquisto, il pensionato, spesso coetaneo e amico di lunga data, è la preda preferita da Delio.
Propina, come al suo solito, ogni tipo d’oggetto, aggiungendo anche le motivazioni d’acquisto. Non solo è un affare vantaggioso, ma anche l’occasione per fare un regalo alla moglie, al nipote o al figlio. Sebbene il cliente sia restio nel portare a conoscenza della moglie di come sia stato gabbato per l’ennesima volta, trova comunque il modo di giustificare ai propri occhi la spesa che s’appresta a fare.
Non mancano le polemiche, le richieste di sconti e le promozioni 3×2. Successivamente, quasi certamente uno o più pezzi saranno resi per le più svariate motivazioni; malfunzionamento, difetti di fabbrica, graffi e via dicendo. Delio non si perde di certo d animo, non rende mai i soldi, promuove un super sconto per il prossimo acquisto o, controvoglia, la sostituzione con un pezzo simile. Mai lo stesso, perché il Nostro ha solo pezzi unici.
Generalmente Delio mi evita, non sono un buon cliente. Manco di curiosità, non ho senso estetico, non amo i lussi ne apparire. Cosa ancor più sgradevole, non porto orologio e nemmeno appariscenti monili d’oro massiccio.
Anche se ogni tanto, per la legge dei grandi numeri, un tentativo lo fa.
Oggi era uno di quei giorni.
Solitamente sbrigo la faccenda in pochi minuti, trovo seccante il modo di fare, e ancor di più essere sgarbato, ma non conosco altro modo per evitare di passare un’ora ad ascoltare Delio delirare quale occasione io stia buttando alle ortiche.
Vuoi la giornata uggiosa, vuoi che stia passando un raro momento di benessere spirituale (capita, raramente, ma capita anche a me), non reagisco prontamente e ben presto il giornale che stavo leggendo è ricoperto da orologi imbustati col Domopack, accendini d’oro e ogni altro ben di dio. Cortesemente rifiuto ogni cosa, cortesemente faccio notare che no, ancora non porto l’orologio e che si, uso un accendino Bic.
Passa al contrattacco con una lezione d’economia. Comprare a poco e vendere a tanto, comprare a tanto, incrementare il valore e rivendere al doppio. Saper cogliere i momenti giusti e sfruttarli al massimo. E per un quarto d’ora continua a sciorinarmi frasi ad effetto ma che a me dicono poco o niente.
Dopo di che ha cercato di vendermi un bar; zona centro, ampio parcheggio, ben avviato in luogo di gran traffico. Vicinanze centro commerciale Cipolle d’oro.
Nonostante l’incredulità del momento mi abbia lasciato senza parole, sono riuscito a rifiutare, senz’ombra d’indugi, onde evitare fraintendimenti.
Frustrato per la mattinata persa mi ha detto:
“Ci sfido che l’economia va male, se tutti fanno come te…”.
Nessuno mi abbraccerà sorridendo ed esclamando:
“Grazie!”.
Sono la causa prima della crisi economica.
Tyler Durden me ne sarebbe grato?

















