Archive for January, 2004

Jan 31 2004

Sempre più in alto

impanato uzi e allegato in Post it

Ne vengo a conoscenza solo oggi.
La casa editrice Piemme regala tre libri se ne compri due.
Qui il regolamento
L’occasione per far crescere la torre sul comodino.
update
Il catalogo delle offerte, purtroppo, si è rivelato poca cosa.

Di Connely mi manca solo l’ultimo e il resto mi lascia un po’ perplesso.

3 han detto che

Jan 29 2004

Non è niente

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

L’aria è così fredda, la nebbia si condensa in minuscole gelide gocce sul viso, prima che le gote s’arrossinono diventando insensibili, la sensazione è quasi piacevole.
Da dietro la colonna di cemento sbucano le punte di morbide ciabattine, molto casalinghe e poco adatte ad affrontare l’asfalto umido e freddo di questa mattina.
Il cielo è sostituito da un enorme batuffolo di zucchero filato, da lontano giungono i soliti rumori, senza vederne l’origine sembrano diversi; più nitidi, come a voler sopperire alla mancanza della vista. Ma non era così, vero?
Le ciabattine si muovono ancora dietro la colonna, corro alla pulsantiera ed apro il cancello. Al centro della finestrella, che dal box permette di vedere la lenta processione delle ante, c’è lei. Intirizzita dal freddo si stringe nel golfino di lana, nero con bordature rosse, è quello buono, ma anch’esso poco adatto al freddo mattutino. Il suo sguardo passa rapido alle ante che con lentezza estenuante si spalancano, accompagnate dallo stridore dei pistoni ad olio che tirano e gemono, tirano e gridano maledizioni a chi non li ha unti per l’inverno.

Lei sorride: “Ma quando ti decidi a dargli l’olio!”
“Mai” le rispondo “se li accontenti poi si guastano sul serio, è solo per attirare l’attenzione, non soffrono sul serio, in fondo sono solo macchine”
Scuote la testa mentre aspetta che blocco il meccanismo di chiusura.
Dal cielo grigio compare un oggetto scuro, un tronco di cono rovesciato:
“Guarda un ufo!” grido, e per un momento, colta di sorpresa non sa cosa pensare. Dalla nebbia poi appare anche il cavo di sostegno e, più in alto, il braccio della gru.
“Sembrava proprio un ufo”
“Certe mattine non sai mai se stai continuando a dormire, o se le cose che hai attorno sono proprio strane”
“Te: dormi!” dice ridendo, mentre a passo veloce entriamo nel bar profumato di brioche calde e caffè.

Non è un’amicizia profonda, né ci raccontiamo qualcosa di speciale. Solo una simpatia avvertita, mai sondata o analizzata. Spesso ci perdiamo dopo il caffè, lei resta a chiacchierare con qualche signora o corre a casa dopo aver preso le sigarette. Raramente capita che prolunghiamo la chiacchiera sul tempo fino a trasformarla in qualcosa di più coinvolgente, ma capita. Capitò poco tempo fa, quando, riprendendo il discorso molto in voga sui crocefissi, mi descrisse per filo e per segno le disavventure scolastiche del figlio dei suoi vicini turchi, sempre in lotta con gli altri vicini, i curdi e, ovviamente, gli indigeni. Che strano destino, con tutte le case popolari, con tutte le etnie a disposizione, curdi e turchi si ritrovano vicini di casa. Lei ha letto il corano, mangiato con le mani, sentito le ragioni degli uni e gli altri, rincuorato il ragazzino dalla pelle scura e fatto da paciere. Così, per caso, mi raccontava tutto questo una fredda mattina d’inverno. Fredda, ma non gelida come questa.

“…e tua madre come sta?”
“Bene, ormai si è ripresa. E poi voi donne non dite mai come state, non finché è passato, o siete da ricovero”.
“È inutile far pesare certe cose, non trovi?”
“Credo che sia ingiusto tenere all’oscuro chi ti è vicino, anche se potrà essere doloroso e frustrante non sapere cosa fare” -Non è più un segreto-
“Sai, anch’io devo essere operata”
“Oddio, anche tu?” -Lo sapevo-
“Per ora solo un esame: l’ago aspirato. Un nodulo da controllare”
-Sul sinistro, ma il destro è perso, nella speranza che non sia propagato-
Ride: “Dai non fare quella faccia, son le mie tette, mica le tue!”
Sorrido anch’io mentre la osservo allontanarsi.

Non si trucca più, e nemmeno indossa quelle tutine smunte e flosce, ora è sempre ben vestita, anche se deve uscire solo per le sigarette.
C’è un senso? Preferisco non capirlo, o semplicemente: fingo d’ignorarlo.

2 han detto che

Jan 28 2004

Gira la voce

impanato uzi e allegato in Post it

L’amico si ritrova per le mani una grana.
Lo si può aiutare?
Forse si.

   L‘economia che premia gli squali e la cultura dell’happy hour sta causando l’estinzione delle piccole librerie indipendenti.
A Springfield (Ohio-Provincia di Pavia) ce n’è una con una gloriosa storia ventennale e la reputazione di unico avamposto del libro decente in quel territorio. La libreria sta per chiudere, sopraffatta dai creditori e da uno sfratto. Si potrebbe salvarla, ma si potrebbe fare di più: costruire un progetto economico collettivo e costurirlo a partire dalla rete. Che tradotto significa: tutti quelli che desiderano ci mettono dei soldi che servono a riavviare l’attività e fondare una nuova società, la quale si impegna a fornire libri (anche con spedizione postale e con condizioni di grande vantaggio) ai sottoscrittori delle quote. Il meccanismo è quello del Real Madrid o del Barça, solo che noi non compriamo Ronaldo o Beckham ma un bel po’ di copie del Giovane Holden.
Chi ci sta lo dica.
Sarà contattato da un agente della Cia travestito da Alba Parietti.

3 han detto che

Jan 27 2004

Let it…

impanato uzi e allegato in In my mind

Signora attenta
Il suo belletto ha rovesciato
Su quel tetto poco imbiancato.

Ora che fa
Lascia un lavoro a metà?

Ripuliamo oppure imbianchiamo.

Signoria mia
per cortesia

Non vada via
Senza sbiancare
tutta la via.

Almeno un giorno,
una volta l’anno non è poi un gran danno

Una mattina bianca e ovattata
E girarsi nel letto
per l’intera giornata

4 han detto che

Jan 26 2004

MeteoPratico

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

- Hai visto come nevica!?
~ Come sempre: dall’alto verso il basso.

3 han detto che

Jan 26 2004

Meteo vintage

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

- Nevica?
~ A tratti.
- Eh, non è più come una volta, quando c’erano i fiocchi.

Chi tace acconsente

Jan 25 2004

Stasi

impanato uzi e allegato in In my mind

Fattomi giacenza
giaccio
In questo giaciglio

Chi tace acconsente

Jan 24 2004

Brassy

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Gli abiti da lavoro raccontano storie. Felpe un tempo spiritose, copie mal fatte di prestigiose marche, sbiadite nei colori pareggiano quella primitiva mancanza di originalità con la dignità di un umiltà poco gradita, ma necessaria alla propria sopravvivenza. Così, allo stesso modo sopravvivono vecchi giubbetti di velluto, mai stati di moda e per chissà quale motivo comprati ed esibiti per mezza stagione, il tempo di rendersi conto quanto era poco indicato quel capo alla persona che lo indossava. Cimeli di tendenze passate riuniti di fronte ad un bancone per un fugace, e multiplo, aperitivo prima del rientro a casa, dove la famiglia aspetta poco trepidante il ritorno di un emblematico capo famiglia.
È qui, di fronte all’ennesimo aperitivo, che si svolge l’antico rituale maritale; dileggiare la propria consorte in un crescendo d’incomprensione, incompatibilità e fedeltà assoluta nonostante le occasioni -per lo più immaginate.

Non ho mai portato la fede né ho mai avuto una relazione tanto intima o duratura da potermi permettere tale giochino, forse per questo non sono mai riuscito a capirlo. Di condividerlo a priori, ovviamente, non se ne parla nemmeno. Ho deciso, tanto tempo fa d’astenermi, perché non conforme alle regole di partecipazione e per una generalizzata incompatibilità nei confronti della situazione. Per le stesse ragioni non ho spinto la discussione per testarne i limiti, anche se trovo l’idea allettante.

Un ardito commento

Jan 23 2004

Release

impanato uzi e allegato in Cattiverie

Berlusconi ha fatto il tagliando.
Chissà se gli hanno aggiornato anche il software.

6 han detto che

Jan 22 2004

C6B? C son C!

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

No, io non me lo ricordo.
Ricordo tutto quello che girava intorno a quel mondo magico dei grandi.
Dei grandi che ascoltavano la classifica il sabato pomeriggio, ed io mi emozionavo ascoltando Silvester, Santa Esmeralda, Sheila B & Devotion quando Blondie con Heart of Glass mi toccava qualcosa di non ancora ben definito, quando le radio erano libere e c’era chi cantava l’inno allo spinello, ed io non capivo cosa fosse, ma era lo stesso bello far parte di quelli che ascoltavano le radio private in ogni momento, appena possibile, perché non c’era nulla di portatile come un walkman e si ascoltava tutti assieme, sulle poltroncine di un bar di periferia. Ricordo gli adesivi giganti fatti a mano, quando per la prima volta ho visto I Love 101, e non comprendevo il significato, ma comprendevo il simbolo, era un marchio d’appartenenza, un gruppo di rivoluzionari pacifici, di gente che rideva e ballava, di persone felici come negli spot che sarebbero venuti anni dopo.
Erano i grandi, quelli che oggi hanno poco più di quarant’anni e collezionano gli hit ’70/’80, quelli da imitare, ascoltare quello che ascoltavano loro, anche se non capivo nulla, la musica era uguale per tutti, travolgente per tutti allo stesso modo.
Erano tempi quelli che girando una manopola in bachelite, dalla lucida finta radica potevi sentir pronunciare: C 6 B? Ci son C!
La radio della nonna si trasformava, con te, in qualcosa di solare e danzante.

Leopardo lo riconosci subito, un po’ per l’erre, un po’ perché sembra di ascoltare un monello che dopo aver combinato un guaio, ti confonde con la simpatia.

Sai qual è la cosa che più mi tocca? Non ci saranno filmografie su rete quattro, retrospettive su rai tre né faranno special notturni su italia uno.
No, quello che hai, quello che sei riuscito a prendere dall’etere in tutti questi anni, quello ti deve bastare, e non ne serve molto, basta un pizzico, perché ognuno ne conserverà un pezzo unico, certamente bello.

Update
Grazie Doug

Chi tace acconsente

Next »