Archive for May, 2004

May 29 2004

Astratto

impanato uzi e allegato in In my mind

Bla bla bla
Blu blu blu
Blo blo blog

3 han detto che

May 29 2004

Il più bello se tu

impanato uzi e allegato in Post it

Di tutti i feed che leggo, questo è il più bello.
Feed completo, non solo l’excerpt, ed esporta anche le immagini. Inoltre il soggetto ben si adatta al flusso con i suoi interventi sintetici ed essenziali.
Ah, ovviamente: aggiornate i link, Doug ha cambiato casa.

Un ardito commento

May 28 2004

Smoking around the blog

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

L’odore dell’erba tagliata muta lentamente in qualcosa di simile a quello del fieno, non fa abbastanza caldo, non toglie il fiato. Al contrario, profuma come un te, forse un po’ esotico.

Io gioco felice come da ragazzino, cercando funzioni per la manipolazione del testo, sforzandomi di concludere qualcosa e realizzare quell’ennesima idea bislacca che mi è saltata in testa. Senza cognizioni non è facile, per ogni cosa è una ricerca affannosa, come fare questo o quello, e poi guizza l’idea nuova, e ricomincio da capo. Alla fine è anche divertente, produco cose pasticciate, per nulla etiche o con qualche tipo di standard, ma servono allo scopo, almeno fino a che qualcuno non arriverà a far cadere questo castello di carte.

L’aria è fresca; sul balcone il profumo di fieno si mescola a quello del gelsomino. Non ho molte parole, solo sigarette che si spengono lentamente nel posacenere e considerazioni che non hanno capo né coda che si rincorrono, per poi svanire nel nulla, da dove erano venute.

Un ardito commento

May 27 2004

Uff…

impanato uzi e allegato in In my mind

Non che il mio lavoro sia brutto, non è un gran che, ma nemmeno così male.
Il problema, mio; è che non ho voglia di lavorare. Intendiamoci, non è un problema relativo a questo lavoro, ma in generale: non più ho voglia di lavorare. Non che ne abbia mai avuta molta, anzi, ad esser sincero non ricordo di averne mai avuta.

Sai che devi farlo e lo fai. Continuo a fare un sacco di cose per senso del dovere, anche se non ne ho voglia, sbuffo, mi lamento, ma puoi star certo che porto a termine l’incarico, sono un bravo soldatino in fondo.
Rimane il fatto che non ho più voglia di lavorare, di fare qualcosa perché così funzionano le cose. Eh no, non mi va più.

Stendermi in cima ad un un costone di fronte al mare, lì carezzato dal vento tiepido e salmastro; tra gli scarabocchi, scrivere poesie jazz.

…e riderne insieme

7 han detto che

May 25 2004

Click

impanato uzi e allegato in In my mind

La memoria tira brutti scherzi.
Spesso mi frega, lasciandomi solo proprio sul più bello. Non ho una memoria fotografica, nemmeno dipinta a mano o abbozzata col carboncino. No, la mia memoria è autonoma, anarchica. Oserei dire: comunista!
Di buono c’è che non dimentico le date, alcuni numeri particolari, e -credo- come molti, quel certo tipo di sensazioni.
Sensazioni provate per un libro, per una cosa detta, o per aver sentito il proprio nome pronunciato in un altro modo.
A distanza d’anni posso ricordare il mio primo numero telefonico a cinque cifre o il codice fiscale, dopo averlo letto solo due volte.

Ricordo molto bene anche la tua camicetta di seta blu, la collanina e il profumo dolce ed intenso, ricordo il cuore in gola, la paura di sbagliare qualcosa e il desiderio irrefrenabile.
Eppure, quando penso a te, non ricordo tutti i particolari, le parole, i giorni di sole o nebbia. Volendo so che potrei farlo, ma ho ancora qualcosa di te, che la memoria non mi potrà mai dare.
Grazie di tutto.

Un ardito commento

May 24 2004

Bye Bye Movable Type

impanato uzi e allegato in Pura Fuffa 100%

Aspettavo da tempo il momento in cui avrei digitato queste parole.
Dopo aver letto un post di Hyle mi sono incuriosito, quest’altro di Spiritum mi ha convinto, e seguire passo passo le peripezie tecniche di DElyMyth mi hanno gasato.

Da circa una settimana sono alle prese con l’installazione di WordPress; piattaforma per blog innovativa e ricca di particolari funzioni, anche di qualche disfunzione, ma confido che col tempo migliorerà.

Procurandosi una versione stabile, non una beta, si può star certi che non ci saranno problemi. Ovviamente io sono partito dal basso, installando una vecchia release; la 1.0.2, subito sostituita dalla 1.2 in versione CVS (Cavolo Vorrà Significare? Me lo chiedo anch’io!). Ovviamente non potevo, essendo io già possessore di un blog, accontentarmi d’installare e cominciare a scrivere.
No, troppo facile.
Dovevo importare tutti i vecchi post ed i commenti, già persi in abbondanza nei miei pellegrinaggi; da Splinder a Clarence. Poi da quest’ultimo al mio dominio, ho lasciato una scia di cose dette e dettemi; che solo io so quanto mi spiace.
Mi ritrovo a dover importare i commenti, i post, ed i trackback. Ovviamente WordPress ha una funzione per importare tutti i post, nei formati proprietari delle maggiori piattaforme per pubblicazione di blog.
Ovviamente, anche questa non mi sta bene così com’è. Già, perché il sottoscritto, istigato da questa donna geniale e, se proprio vogliamo dirla tutta, un po’ demoniaca, si mette in testa d’importare tutti i post, e poi riordinarli, come ha fatto la succitata, nello stesso ordine del blog originale.
Non è complicato, lei mi spiega come fare, io lo farei ed ho cercato di farlo per un certo tempo, purtroppo mancando di conoscenze tecniche sufficienti per manipolare a mio piacimento il database, ed essendo costretto a ricorrere più volte al suo aiuto, cedo e rispolvero il mio istinto analogico, il gene pasticcione e confusionario che papà mi ha così felicemente, e facilmente, trasmesso. Decido dunque di farlo alla mia maniera; modifico il database prima d’importarlo aggiungendo dei post fasulli, che poi cancellerò, dove necessario.
Il problema è la sequenza dei post, sul blog originario, per motivi che vanno dall’effettiva cancellazione del singolo intervento, alla presenza di un blog sperimentale, la sequenza numerica dei post non è sequenziale. Per intenderci, il post uno e due, sul blog con piattaforma Movable Type non sono durati che pochi minuti, giusto il tempo per capire se funzionava tutto a dovere e cominciare a giocare con il giocattolone che era Movable, dal post numero tre. Altri post sono stati cancellati, oppure mai esistiti: se pubblico il post venti sul blog-A, e uno subito dopo sul blog-B, il prossimo post sul blog-A, sarà il ventidue.
Per quale motivo questo è un problema? Un visitatore proveniente da Google, si aspetta di trovare la pagina 22, ma qui la pagina indicizzata sui motori di ricerca non c’è più perché l’ordine dei post è cambiato. Lo stesso post, si trova invece a pagina 15. Ora, per ovviare a questo problema ci sono delle soluzioni tecniche che lei, la principessa del PHP, padrona delle Rewrite Rules, la diabolica e geniale DelyMyth, adotta con estrema semplicità. Io dal canto mio, cerco di fare lo stesso, non per amore dei visitatori Googliani, o perché ritengo di un qualche valore informativo i miei scritti, ma solo per sapere se posso riuscire o no nella stessa impresa, perché per me, d’impresa si tratta.
A WordPress non sto molto simpatico, ho reinstallato molte volte ed in modi diversi, ho importato altrettante volte i post ed i commenti, altrettante volte ho sbagliato tutto o, peggio, rovinato il database. Alla fine però, alla fine ho fatto il solito: una cosa quasi perfetta. Me ne sono accorto oggi, mentre guardavo tra le statistiche, ho commesso un paio d’errori, il secondo nasconde il primo, così ci sono dei post che hanno un numero sequenziale errato. Ne ho scoperto uno, spero l’unico.
Ero pronto a rifare tutto; conoscendomi so bene che la voglia di cancellare e rifare è sempre lì, ma voglio andare avanti con altre cose ben più interessanti e stimolanti, ad esempio cimentarmi con piccoli script in PHP, per tornare a battere sulla tastiera senza il timore di tralasciare qualche parentesi o cercando di capire se “.=” ha un significato logico oppure è solo l’emoticon di un teschio che fa l’occhiolino. Per tutti questi motivi, e soprattutto perché le cose ripetitive sono fin troppo noiose, ho cancellato tutto il vecchio blog. Non è stata una bella esperienza, per niente. Vedendo scorrere le istruzioni di cancellazione nella finestrella del programma FTP, mi sembrava di veder volare via mesi e mesi di lavoro con l’uncinetto. Le oltre duecento pagine con tutti i singoli interventi, simili a foglie secche, sparivano nel turbine di un tornado digitale: le pagine dei singoli mesi spazzate via in un istante. Fin qui potevo tornare ancora indietro, ma la decisione doveva essere di quelle irrevocabili: se non lo faccio adesso, poi sarà sempre più difficile. Mi sono posizionato sulla cartella CGI-BIN, dove c’è il cuore, fegato e frattaglie varie di Movable Type, ho selezionato tutto, e dato il comando di cancellazione. Ho visto sparire lentamente i singoli file, alcuni sicuramente mai utilizzati, altri aggiunti pian piano. Un lavoro con l’uncinetto che un bambino in vena di scherzi disfa in un baleno.
Ora c’è solo WordPress e qualche directory residua che contiene immagini di vecchi post, prima o poi riordinerò anche quelle. WordPress è molto meno ingombrante, più veloce nella pubblicazione dei singoli post e nella modifica dei template. Con Movable Type c’erano diversi modelli per diversi tipi di pagina: archivio per data, categoria, pagina singola, commenti a pop-up, finestre d’errore e di controllo, finestra per i Trackback. WordPress ha un modello base, il modello con i commenti, e se proprio ci tieni anche il modello dei commenti in finestra. Avendo particolari necessità si possono aggiungere altre pagine, ma di base; per scrivere ed avere un blog operativo come con il blog dei coniugi Trott, bastano le prime due. Le istruzioni sono semplici, ed essendoci solo due pagine da modificare, c’è meno roba astrusa da imparare. Trovo geniale l’idea che hanno avuto quelli di WordPress d’inserire i Trackback come se fossero incipit di commenti, cosa che in qualche modo mi vanto d’aver intuito, anche se non ho saputo applicarla allo stesso modo. In qualche modo credo che questo sistema d’inserire i Trackback tra i commenti, possa dare una nuova vita a questo sistema d’interazione mai veramente decollato. Pensare che lo hanno inventato proprio i signori Trott (se sbaglio avvisatemi, al momento ne sono convintissimo).
Scritto in PHP, nessuna limitazione di distribuzione, leggero, rapido, modificabile, con un buon supporto tecnico e già dotato di funzionalità che con Movable Type si trovavano solo come plug-in; WordPress sembra avere le carte in regola per sostituire i blog che ancora girano con Movable Type e non vogliono passare alla versione 3.0.

8 han detto che

May 23 2004

Zona

impanato uzi e allegato in Cattiverie

- Sono a dieta stretta.
~ Così stretta che non ne esci più.

6 han detto che

May 22 2004

if $eno <= 3

impanato uzi e allegato in Cattiverie

- Per me uomini e donne sono uguali.
~ Almeno fino alla terza.

5 han detto che

May 21 2004

Extreme World

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Esiste; tra il primo bollore ed il momento di gettare la pasta, un lasso di tempo
che sembra infinito. Ma è fulmineo, perché se cerchi d’ingannare il tempo, inganni solo te stesso. Io lo so, ma ugualmente m’imbroglio nei modi che posso.

Aspettavo con le mani protese sulla pentola, mentre s’arrossavano e s’inumidivano col vapore che saliva invisibile, rigiravo gli spaghetti tra i pugni tesi, torcendoli senza però spezzarli.
Almeno questo era l’intento. C’è sempre un punto di rottura non previsto, qualcosa che non s’immaginava tanto fragile, ed invece lo è.

Nella parte più esterna qualche filo di pasta s’è rotto, cadendo sotto le griglie reggi pentole. Sotto la pentola, vicino al fuoco, e sopra l’acciaio in bella vista, non sta bene lasciare frammenti di pasta cruda, eh no, non si fa. Usando la pasta come stecchi di un antico gioco, recuperavo quel che era irraggiungibile, sembrava una cosa veloce, rapida. L’acqua bolliva già, ed ero in leggero ritardo, così senza pensarci, ho spezzato il mazzo di spaghetti gettandoli in pentola. L’acqua bollente ha reagito male, alzandosi quasi fin sopra l’orlo della pentola, mi ha scottato le nocche della mano sinistra. Niente di grave, per carità.
Agitavo la mano sinistra, mentre con la destra, sprovvisto d’aste per il recupero, cercavo di raggiungere gli ultimi frammenti rimasti vicini alla fiamma.
L’acqua bolliva, e quasi scordavo di rigirare la pasta, che cominciava ad incollarsi in una massa compatta. Gli spaghetti vicini alla fiamma cominciavano a prendere un colore sempre più brunito, volevo recuperarli e mescolare contemporaneamente. Come risultato ho avuto: la mano sinistra cotta al vapore, la destra allo spiedo, una pasta appena degna di questo nome.
Ad ogni modo sono soddisfatto, ho inventato uno sport estremo casalingo: Shangai flambé, noto anche come Falange Ardente.

3 han detto che

May 17 2004

Eh no

impanato uzi e allegato in In my mind

Click...

…non me lo sono scordato.

13 han detto che

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