Jul 30 2004
Grande macello
Sempre più spettacolare:
Oggi le nominations per il delitto di Cogne.
…e il numero per votare il colpevole?
Jul 30 2004
Sempre più spettacolare:
Oggi le nominations per il delitto di Cogne.
…e il numero per votare il colpevole?
Jul 30 2004
sulla tua pelle
dolce è salato
il mio profumo
è cambiato
silenzio
spezzato
un sospiro
graffiato
Jul 29 2004
Non immaginavo così spossante il sottile gioco psicologico.
Mi auguro, almeno, che il senso di colpa bruci altrettante calorie dei soliti 5 km.
Jul 27 2004
I Libri, le riviste e le scatole impilate temporaneamente lungo il perimetro della camera formano un’improbabile skyline: una città variegata e disordinata. Al centro, come un transatlantico, manovra il vecchio armadio. Muggisce indolenzito, muoversi non è proprio cosa adattata a lui, e scricchiolerà a lungo nei prossimi giorni. Scricchiolerà e darà colpi secchi, piccoli rumori che nel buio silenzioso della notte risuoneranno come schianti. Ora eccolo lì, al centro della camera a muoversi lentamente, come una grossa nave all’attracco guidata dai battelli rimorchio. Spingi un po’ qui, tira un po’ là, muovilo piano o si romperà.
I batuffoli di polvere finalmente liberi si rincorrono sul pavimento come in una danza frenetica.
Sono le piccole imbarcazioni che salutano la grossa nave.
Ciao ciao armadio transatlantico, dove te ne vai?
Ciao ciao batuffoli di polvere, Mi sposto di là, che qui serve spazio.
La falce di luna gialla osserva e sembra ridere di tutto questo trambusto, ma è una falce luna gialla che sorride sempre. Non lo sa ma anche a lei toccherà cambiar di posto. Non le importa certo, è solo una lampada di plastica e non cambierà fase, sarà sempre luna levante, con gobba a ponente.
Gialla, come un sole da 40 watt.
Ora c’è più spazio.
Ho anche tolto l’armadio con lo scheletro.
Chissà se avrò ancora paura di sognare.
Jul 27 2004
Ho messo un firewall ai sentimenti, eliminato le troppe fantasie, smesso d’idealizzare le altrui personalità. Stretto il cuore in un busto di cuoio e corazzato con uno scudo d’acciaio. Tarpate le ali della poesia pensando: il tramonto non venga d’impiccio o l’aurora a portar speranze.
Non sarei stato felice, ma nemmeno triste.
Nessuno poteva entrare.
Nulla sarebbe più uscito.
Mi hai fregato col tattile.
Jul 25 2004
Non immaginavo
così freddo
un letto
mezzo vuoto.
Con un lenzuolo
mi sono coperto.
Con il tuo odore
mi sono scaldato.
Col tuo sapore sulle labbra
finalmente ho sognato.
Jul 24 2004
…c’era il tavolo dei colleghi, quello degli amici di lui e quello degli amici di lei, il tavolo dei parenti, e quello dei genitori. Al centro gli sposi, due troni con gli schienali alti e tripuntuti. Tutt’intorno: il turbinio di camerieri con piatti e vassoi. “Ne vuole ancora?”, “Posso servirla?”, “A già assaggiato?”, giovani con la pelle lucida e l’occhio perso altrove.
Lui, lo sposo, sembrava uscito da For Man Magazine, mascella quadrata, sguardo severo: un modello. Lei, la sposa, bella: come sempre. Sorridente: come sempre. Al centro dell’attenzione: come sempre.
Io, come sempre: mi perdo nel suo abbraccio esagerato. Ti lascia e sembra portarti via anche pelle muscoli e un pezzo d’anima.
Saluto i genitori, che nemmeno si ricordano di me. Il fratello della sposa, quello vero, a fatica rammenta chi sono. Dieci anni e trenta chili sono proprio tanti.
L’amica del cuore poi racconta, dietro precise istruzioni della sposa, la storia delle fedi dimenticate. Sorrido, saluto il di lei marito, unica altra conoscenza in mezzo a tutta quella gente, e mi eclisso.
Auguri felicità e tanti bambini.
Jul 23 2004
Ricevo ora la risposta via email da un caro amico.
Questo, ehm, ragazzo ha la mia stessa età, è nato una settimana prima di me, e la nostra amicizia, anche se ormai non ci frequentiamo da moltissimi anni, risale a quelle estati in cui costruivano capanne nei boschi.
A quei tempi eravamo “nemici”. Lui stava con i cattivi, io con gli scemi. I sentieri della vita sono strani. Finimmo con l’essere inseparabili, fino a che uno dei due non trovò di meglio da fare. Forse è sciocco considerare pochi anni dell’adolescenza come base solida per un’amicizia. Fatto sta che nonostante i continui allontanamenti; interessi e frequentazioni fecero sì che senza rendercene troppo conto perdersi di vista non fu traumatico, ma un graduale allontanamento. Il sentimento d’amicizia non venne mai meno.
Chiede venia e per farsi perdonare il ritardo allega un file. Un giochino.
Lo ringrazio e scrivo qualche riga di circostanza: quando si decideranno a fare un bimbo, e se ci vedremo alle prossime elezioni. Visto che ha mantenuto la residenza qui, capita d’incontrarsi: ogni due o tre consultazioni elettorali.
Guardando il file ricevuto non posso che ridere di gusto.
Solo pochi giorni fa lo stesso file ha scatenato le ire di una cara amica, alla quale era innocentemente chiesto di spammare agli amici l’allegato.
Lei, un tipino che tiene molto all’etica internettiana, è andata su tutte le furie per la richiesta, che tra le altre cose perveniva proprio da uno dei datori di lavoro. Solo per quieto vivere non ne fece un caso.
Si, decisamente, non posso fare a meno di ridere.
Jul 23 2004
~ Prevedo il peggio per ottimismo.
- Il tuo è solo un modo di metter le mani avanti.
~ Già. Probabilmente cadrò all’indietro.