Sep 30 2004
Missing
Perdersi tra le onde di un mare sconosciuto.
Trovare l’appiglio di uno scoglio e, immediatamente, ritrovarsi naufrago.
Sep 30 2004
Perdersi tra le onde di un mare sconosciuto.
Trovare l’appiglio di uno scoglio e, immediatamente, ritrovarsi naufrago.
Sep 30 2004
Lo hanno ripetuto fino alla noia: è una guerra d’interessi.
Soldi, potere, petrolio e chi più ne ha ne metta.
Finalmente lo hanno capito anche gli irakeni.
Niente più richieste assurde ma un pragmatico milione di dollari.
Che uno poi si organizza come meglio crede.
Una cosa forse non è ancora chiara: quanto fidarsi dello stato italiano.
Mille dollari in due tranche dal nostro governo, vien da ridere.
Almeno fino a che non penso alla prossima finaziaria.
…e forse era meglio continuare il silenzio.
Sep 20 2004
Non riuscivo più a scrivere.
Ho cambiato la tastiera.
Forse ho rimediato.
Questa ha i tasti un po’ più piccoli e meno aderenti ai polpastrelli, mi diverte scrivere ed è anche divertente leggere certi strafalcioni che ne escono.
Gli errori di battitura sono principalmente causati dalla tastiera nuova.
Quelli grammaticali pure?
Sep 13 2004
Come granelli di sabbia fuggiti dalla clessidra.
Il regolare scorrere del tempo non è più.
Cerco nuove strade ma in questa situazione non riconosco nemmeno un sentiero.
Scambio sabbia colorata con gps emozionale.
Sep 06 2004
Due figure camminano una dietro l’altra lungo la strada provinciale, Il rumore di pneumatici che ruotano veloci sull’asfalto è fastidioso e allarma i due pedoni.
Il sole è già tramontato e la luce affievolisce inesorabile.
Forse i due sono un po’ preoccupati per il buio che incalza, ma non lo danno a vedere. Lontano, dove la strada incrocia vie più piccole, i lampioni cominciano a diffondere la loro luce arancione.
Lentamente, come la luce che svanisce, imboccano la strada che porta ad un piccolo paese.
Chiacchierano e ridono, ogni tanto le loro bocche s’incontrano velocemente.
La strada ora si fa un po’ più stretta, e dalle vecchie case provengono suoni famigliari: posate che tintinnano, bambini che sono richiamati all’ordine, televisioni ad alto volume.
La strada cambia di nuovo, ora sebbene asfaltata, è diretta in aperta campagna, più avanti si trasformerà in un sentiero che attraversa campi di mais.
Lui conosce il percorso, sono anni che non passa da quelle parti ed è sorpreso dai cambiamenti. Lei non è abituata a camminare tra le pannocchie mentre il cielo si fa scuro. All’orizzonte la linea arancione si fa sempre più sottile e l’aria è un po’ più fresca. Il sentiero sbuca, tra una siepe e un muro di cinta, nel bel mezzo di un altro paese. Sono quasi arrivati a casa, ormai è sera.
Si abbracciano e continuano a camminare lentamente.
Chiacchierano e ridono, stanno bene insieme, ogni tanto le loro bocche s’incontrano velocemente.
Sep 04 2004
Ho visto in tv l’orco cattivo.
A me, da piccolo, avevano detto che non esisteva.
Non solo esiste. Ha un’intera schiera d’amici.
Posso quindi tornare a sperare in Babbo Natale?
Sempre che, come simbolo della cristianità e consumismo, non me lo facciano fuori prima.
Sep 02 2004
Estraneo, io mi: infilatemi in una struttura chiusa e il resto del mondo non sarà che una nebbia indistinta di fatti lontani.
Era già capitato nel ’85 con la vicenda dell’Achille Lauro. Allora ero impegnato dallo stato a lavar pentoloni e nutrire i commilitoni. La stessa situazione, seppur con tempi e impegni totalmente differenti, si è verificata quando mi hanno ricoverato. Chiuso, o immaginando d’esserlo, in un contesto sociale diverso dal solito perdo immediatamente interesse per le vicende del mondo intero, che diventano così una nebbia dalla quale s’abbozzano appena le cronache mondiali, nazionali e locali. Ora cerco di recuperare, ma c’è stato un momento di vera confusione tra un ini vincente ed un oni assassinato.
Fortuna che ci troviamo in Italia, e la cosa è molto semplice.
Uno ha vinto, ma le olimpiadi sono finite e per quattro anni si può completamente ignorare. L’altro è morto assassinato, da non si sa bene chi, come e quando: praticamente incolperanno una tribù di cammellieri e, come di consueto, il/i colpevoli se ne staranno liberi di fare, andare e tornare.
Si può ignorare anche questo, vero? Non è che fra venti giorni si scopre il colpevole e mi tocca capire qualcosa in più del fatto che è morto assassinato da terroristi islamici/guerriglieri/ribelli o come diavolo li chiamano.
Dopo c’è tutto un contorno di guerre, terrorismo, politicame, rientri, rincari e rincretiniti vari.
Sfoglio il giornale e, chissà per quale motivo, l’unica cosa che viene in mente è il gocciolio notturno di un sondino nasogastrico e un sacchetto di drenaggio gonfiato da un liquido cremoso color arancione.