Archive for November, 2004

Nov 29 2004

Post #417

impanato uzi e allegato in In my mind

La verità è che non ho alcuna certezza.
Di questo, sono sicuro.

Chi tace acconsente

Nov 27 2004

Splinder 3

impanato uzi e allegato in Post it

In arrivo Splinder v.3, bello.
Non ho capito se ci saranno o meno i tanto attesi feed, a dire il vero non ci spero molto.
Ad ogni modo questa sera, cercando di caricare la pagina dei blog che seguo, sono capitato sulla pagina 404. Niente di eccezionale, stanno lavorando e quindi è ovvio che non funzione l’indice. Ho solo notato che anche da loro gira Fedora.
Farebbe piacere sapere quale versione.

Chi tace acconsente

Nov 27 2004

Foggy

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Una piacevole compagna di tempi lontani questa mattina, a modo suo, mi ha dato il buongiorno. Riempiendomi l’animo di ricordi e sensazioni che, non immagino come, credevo dimenticate.
La nebbia mattutina. Grigia, umida, fredda, che fa del sole un soldo slavato nel cielo lattiginoso, è riuscita per un istante a scaldarmi.
Esiste e persiste in me l’essere assurdo che è sempre stato.

Chi tace acconsente

Nov 25 2004

Dondolo

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Ho da poco spento il computer, le sigarette e lo schermo hanno fatto per bene il loro dovere. La testa come una cassa vuota dove un pensiero fisso rimbalza, producendo un suono sordo e secco, e s’ammacca perde forma e divenendo irriconoscibile, ingestibile e opprimente. I bulbi oculari indolenziti mi fanno pensare a polipi battuti su pietre roventi. Un quadro astratto: biglie d’acciaio, una sopra l’altra, da tenere in equilibrio tra le scapole. Ho anche le visioni, figo.
La situazione è nota; ho sonno ma non vado a riposare. Il letto ora serve soltanto per dormire, o meglio: precipitare in quello stato d’incoscienza profonda che nemmeno i sogni riescono a scalfire. Si spera.
Poltrona e tv sono le indifferenti compagne dell’ultima sigaretta. L’ennesima, fumata senza piacere mentre gli occhi vagano alla ricerca di quella bottiglia d’acqua che da giorni ormai ha perso tutte le bollicine.
Vespa ammicca dal tubo catodico e sorride, o è un ghigno, forse vuol mostrare sofferenza e partecipazione. Forse non c’è nessuna disgrazia in onda, politici a parte. Probabile che soffra per quello?
Non ho idea, ma poco importa, cerco l’acqua per sciogliere un po’ di catrame prima di coricarmi.

Non so bene perché, non è passato il solito TIR che fa tremare la casa dalle fondamenta, ma la sensazione è la stessa. Penso a quel giorno di metà agosto, quando cercavo di stendermi sulla lettiga per il cardiogramma. Tremavo come se avessi ingoiato un centinaio di cellulari con vibra-call attivato.
Oggi, però, mi sento più un budino, una gelatina molle sballottata da…
Di grazia; è lecito saper di cosa tremo? Ho forse paura, freddo, oppure ho le dita in una presa di corrente?
Non sto male: un veloce check-up non ha dato responso positivo, tutto OK.
Ora il tremolio è accompagnato da suoni impropri: i vetri sottili vibrano tra lo stucco secco e i vecchi infissi e qualche porta sbatte.
La sigaretta pende tra le dita mentre, fissando il catodico senza distinguere le immagini, un pensiero si fa spazio in quella cassa vuota e dolorante:

‘azz, è un terremoto.

Si, dondolo.

Chi tace acconsente

Nov 23 2004

Post #413

impanato uzi e allegato in In my mind

Non puoi insegnarlo.
Non puoi spiegarlo.
Non puoi raccontarlo.
Devi sentirlo, dentro.
Nient’altro.

Chi tace acconsente

Nov 21 2004

Edito template

impanato uzi e allegato in Pura Fuffa 100%

Provo a mettere mano a questo template.
Benché la maggior parte dei visitatori usi M$ Explorer, io da poco convertito a Firefox voglio provare a disegnare qualcosa che si veda con entrambi i browser in questione.

Non tenendo conto del fatto che qui dentro ci vengo solo io…

Chi tace acconsente

Nov 20 2004

Asso piglia tutto

impanato uzi e allegato in In my mind

Google ultimamente la sta facendo da padrone sul web.
Google Task bar, Google Desk Top, Google mail e all’orizzonte si profila il Google Browser.

VolareWeb è in crisi.
Google Airlines?

Chi tace acconsente

Nov 20 2004

La Russa

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

- Oggi è arrivata la russa.
Io, strabuzzando gli occhi:
~ La russa?
- Costa, ma ho deciso di mettermi a posto una volta per tutte.
~ Ma… una russa?
Sarà colpa della solitudine; ad ogni modo non lo facevo un tipo da combine di questo genere.
- Certo. Sai che non vedevo l’ora. Un amico mi ha fatto provare la sua, ne ho voluta una anch’io. La mia vecchia ormai era moscia non mi dava più soddisfazione, ed io ho voglia di provare cose nuove. Speriamo me la dia subito.
~ Te la dia subito?
Sono basito.
- Si, l’importatore è di Vercelli, devo andare a prenderla se la voglio subito.
~ Ah, e vai a prenderla e la porti a casa, così come se nulla fosse?
- No, la porto in piscina e la provo subito.
~ In piscina?
- Lo so, sarebbe meglio al mare, ma non ho tempo
~ Ma con tutta quella gente…
- Quale gente, abbiamo prenotato una corsia tuta per noi.
~ Tu e la russa?
- Noi apneisti, proviamo un po’ e ci alleniamo, ognuno fa quel che gli pare
~ E la russa fa apnea?
- Bè… puoi farci quello che vuoi, ma è d’uopo la monopinna russa per l’apnea
~ Ah! è d’uopo!

Chi tace acconsente

Nov 19 2004

Raffiche

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Prima cominciano a muoversi dolcemente le tendine e all’improvviso la finestra sbatte le ante e il vento prepotente invade la stanza.
Una vecchia ragnatela scura ora penzola e si agita: tetro ricamo setoso che sventola un tardo addio.
Il vento, un tempo piacevole portatore di nuove cose e spazzino di vecchie, adesso sembra il richiamo d’Eolo per chissà quale sgarbo o colpa.
Soffia così forte il vento, che anche il vecchio pino nonostante la chioma rada riesce a frenare le folate abbastanza da emettere prima un sibilo e in seguito, con l’aumentare delle raffiche, un vero e proprio fischio. Con lui fischiano gli alberelli in vaso e anche sul bersò, l’intreccio di rami spogli dell’edera, modula, in coro con gli altri, quel suono che a me pare dissenso.
Le foglie secche vorticano e si accumulano ai miei piedi, le scalcio, ma tornano subito a coprire la punta delle scarpe. Le osservo mentre si accumulano fino a raggiungere le caviglie.
Un brivido di freddo mi scosta dai pensieri che vorticano, come le foglie si accumulano dove non vorrei, come le foglie sono spezzati, friabili, tanti e creano macchie confuse dove ho cercato di mettere ordine.
Foglie, vento, sibili, fischi e rami agitati. Abbandono il campo, torno tra le mura di casa. Sbattendo le ante più del dovuto chiudo le finestre facendo vibrare i vetri sottili. Chiudo fuori ogni cosa. Vorrei lasciare tra i mulinelli anche queste amare emozioni. Cerco, ora, un silenzio ristoratore, ma non c’è ristoro nell’odierno silenzio. Ora è un suono basso e cupo a farsi strada, un mugolio, un lamento.
Non c’è come cercare il silenzio per sentire ogni suono, questo lo conosco: è il sostegno dell’antenna che vibra, ed io che sto proprio sotto l’antenna vivo, in effetti, in una cassa armonica.
Il vento anima l’antenna ed essa canta sommessa una nenia triste e biasimante.

Chi tace acconsente

Nov 17 2004

Chi domina il dominio?

impanato uzi e allegato in Pura Fuffa 100%

Ricevo dal mio registrar, in pratica la società che permette al sottoscritto di mantenere e gestire il nome di questo sito, che dal 12 del corrente mese ICANN ha cambiato la sua policy.
In precedenza per cambiare registrar si doveva dare conferma, ora non più. Nel caso siano passati cinque giorni senza che il proprietario del dominio ne abbia dato conferma, il nome cambierà di registrar per default.
Non sembra una gran cosa semplicemente basta bloccare il nome a dominio da eventuali trasferimenti indesiderati e passare dallo status Active a Lock, su Aruba lo fanno in modo automatico per ogni dominio registrato, altri gestori lasciano libera scelta.
Ad ogni modo, sempre che non mi sono sfuggiti alcuni punti cruciali, vista così sembra essere una scelta buona per aumentare la confusione in internet.
Già abbiamo situazioni tipo gli Armani che non sono Giorgio, ora c’è il rischio che ti soffieranno il nome se non leggi la posta per più di cinque giorni.
Chissà perch, ma credo che a rischiare siano più le grosse aziende, che piccoli maniaci del pc che si fanno un dominio per gioco.

Chi tace acconsente

Next »