Apr 29 2005
No future
Ieri sera, nella sede milanese della lega, hanno proiettato il film denuncia del regista Theo Van Gogh sulla condizione delle donne nei paesi mussulmani.
Riassumendo in modo spicciolo e superficiale: il regista, assassinato ad Amsterdam da un estremista islamico, danno al film (12 minuti) un valore che forse non ha. In ogni caso non è volutamente distribuito nelle sale o trasmesso in tv, questo non fa altro che accrescere un certo interesse per la pellicola.
Nessuno ha pensato ad internet, ovviamente lo sharing è considerata una pratica piratesca o, al più, una cosa da pedofili.
In verità, a darmi da pensare non sono state queste piccole considerazioni su com’è visto internet dal mondo esterno, ma gli spettatori leghisti.
Un partito, immagino io, dovrebbe allevare le giovani leve plasmandone il pensiero o, nei casi peggiori, coltivando l’odio per l’avversario.
Fare proseliti, aizzare, insinuare, creare un fantoccio da odiare e poi, al fantoccio, dare il volto del nemico di turno.
I giovani per un partito, un movimento o una religione sono il futuro.
Ieri alla proiezione l’età media dei partecipanti, escludendo una nota modella araba, era all’incirca sessantacinque anni.
Come a dire: destinati all’estinzione.

















