Mi piace quando il sole non ancora tramontato illumina di traverso le facciate delle case, dando l’illusione che i mattoni siano roventi e le ombre ancor più scure.
Dal balcone osservo le solite tre vecchie occupate a filare, chiacchierano e sicuramente bisticciano; come sempre.
Dietro uno di quei rettangoli scuri, nel mezzo di una parete che sembra arroventata, una figura indistinta si muove appena. Forse, come me, anche quell’ombra, nell’ombra, è intenta ad osservare le tre vecchie o, magari, è solo uno straccio lasciato penzoloni ad asciugare.
Il sole è sparito dietro i tetti, la luce fiammeggiante sulle pareti è scomparsa, ora le cose sembrano tingersi d’azzurro e, come il filo di una ragnatela, improvviso, delicato e allarmante, un sottile senso di triste serenità comincia ad arrotolarsi attorno a me.
Il mio database è sempre più carico: immagini, nozioni, frammenti di frasi o concetti. A volte è comodo spesso però, osservando questo mastodontico bagaglio, ho l’impressione che sia privo di qualche utilità.
Eseguo un backup prima dell’aggiornamento. Nessun bugfix, funzioni nuove né miglioramenti nella performace, anzi. Con la nuova versione si dovrebbe invece avere una migliore gestione sui filtraggi: cosa accatastare e cosa scartare direttamente.
Dicono, non so per certo, che il filtro filtra tutto in base ai contenuti esistenti del database, e quel che rimane è sempre poca cosa.
In fondo i primi record non si scordano mai, spero. Perderli mi spiacerebbe, anche se non sono gran che, sono sempre i miei primi input.
Ora è buio, le vecchie tessono alla luce fioca della lampada posta sotto un balconcino, l’ombra nascosta si è magicamente trasformata in un sole giallo e sorridente, quello che credevo uno straccio, la figura indistinta, è un carillon con delle forme colorate sospese delicatamente mosse dalla brezza serale.
La notte calda, la brezza resta sul balcone, come infastidita all’idea d’entrare nei locali fin troppo accaldati. Aggiorno il software e osservo: le vecchie sempre al loro posto, la stanza di un bambino illuminata da una lampada a forma di sole, gente che cammina persa in discorsi incomprensibili.
Niente di nuovo, tutto sempre uguale. Chissà, allora, di cosa ho nostalgia.