Sep 30 2006
Fuori tempo massimo
Se si volesse un domani esportare la Sanità, prima si deve condurre una campagna d’eutanasia preventiva?
Sep 30 2006
Se si volesse un domani esportare la Sanità, prima si deve condurre una campagna d’eutanasia preventiva?
Sep 29 2006
L’avere quarantanni predispone ad un rapporto più sereno con la vita. Una volta per tutte puoi finalmente smettere i panni di quel che non sei mai stato o diventato, fingere e dissimulare diventano parte di quei ricordi buffi e un po’ imbarazzanti che hai accumulato negli anni. A quarant’anni, ormai, credi veramente d’essere come t’immagini.
Sep 27 2006
Desolato non poter partecipare causa immaturità congenita.
Sep 26 2006
Iniziati nel mese di luglio e durati per quasi tre anni, i lavori di costruzione del nuovo complesso residenziale sarebbero terminati lo scorso giugno se l’amministrazione comunale non avesse fermato i lavori. Uno stop dato con imbarazzante ritardo, visto che l’unica opera lasciata in sospeso è la finitura del marciapiede che costeggia la strada provinciale e la separa dalla gradinata d’accesso alla piazzetta del residence. Il fermo è arrivato dopo che l’amministrazione comunale ha individuato una difformità nella costruzione rispetto ai progetti originali. Sembra, infatti, che il tetto abbia sforato i limiti d’altezza. Ironia della sorte, ed evidente segno di una amministrazione poco attenta, non è l’edificio in sé ad essere troppo alto, ma le fondamenta poco profonde. Notata dunque l’anomalia, in comune hanno preso tempo -tre mesi- per decidere come porre rimedio. La soluzione, già ventilata da parecchio ma messa su carta in questi giorni, è: alzare il piano stradale.
Forse la causa è l’entropia dell’universo oppure qualcosa di tossico all’interno dell’edificio comunale, in ogni caso c’è qualcosa che danneggia gravemente le cellule cerebrali degli umani qui residenti.
Sep 24 2006
Questa mattina mi affrettavo rasentando a piedi nudi gli spigoli più pericolosi, per non perdere la partenza del motomondiale. Dopo pochi giri di pista però la tensione scema e l’attenzione è stata catturata dall’immagine riportata qui a lato, usata per ricoprire gran parte degli spazi pubblicitari nel circuito Giapponese. Solo verso il ventesimo giro ho colto il significato della lettera con i due punti che, fino ad oggi, immaginavo appartenere a qualche non ben identificato alfabeto nordico. Incredulo e con un certo disappunto riguardo la mia fantasia distorta, ho cercato conferme in internet. Inutile dire che sono arrivato tardi, se non ultimo.
Esempio lampante del perché questo blog merita il nome che si ritrova.
Sep 20 2006
Il figlio del titolare è un ragazzotto brianzolo rigorosamente trafelato, sciorina con dovuta approssimazione nozioni tecniche legali burocratiche e amministrative col probabile intento di farmi capitolare con tanto di firma in calce. Resisto senza ostentare diffidenza e guardandomi bene dal concedere spiegazioni esaustive, ripetendo costantemente no grazie, preferisco di no. Vinco la battaglia, benché dopo la sua dichiarazione: “con i clienti voglio innanzitutto instaurare un rapporto di vera amicizia”, comprendo che il vantaggio attuale non mi da alcun diritto di prelazione sugli esiti delle future schermaglie.
Indeciso tra l’essere sopraffatto dal panico, esternando lampanti segnali di soffocamento o mostrare soltanto un blando ma evidente imbarazzo, chiedo il conto e saluto stringendo la mano. Mi domando se alla prossima visita basterà o sarò costretto ad un abbraccio.
Sep 11 2006
Sep 09 2006
Lascio cadere parole un po’ ovunque, spesso non hanno un significato legato al momento, sono cocci di altri discorsi mai cominciati, spesso solo abbozzati: idee che arrivano improvvise come vere illuminazioni e, per un momento, sembra di vedere realmente la luce al punto che gli oggetti attorno si fanno più nitidi, i contorni più dettagliati e l’orizzonte e chiaro limpido senza quella vaga nebbiolina perenne.
Poi riprendi a fare quello che hai interrotto e torni alla normalità e tutto ti sfugge, anche se in quel momento sei certo di non aver perso nulla e che una simile rivelazione non può che rimanere impressa ad aeternum nel tuo cervello. Non è così ovviamente, ma si è impegnati a scrostare il retro cucina dall’unto secolare e in quella miscela gassosa generata dal grasso essiccato sulla ceramica che lentamente si scioglie sotto l’effetto di uno prodotto miracoloso di marca francese, dimentichi. Insieme allo sporco spazzi via idee, progetti e forse qualche sogno, così non ti rimane molto a cui pensare, anche perché stai fissando gli interstizi che nemmeno lo sgrassatore di marca riesce a sbiancare e ti chiedi se vale la pena pulire per bene quel pezzo di cucina che nessuno vedrà mai.
Cadono, le parole, da interstizi sconosciuti, te ne rammarichi certo: perdere quel frammento di concetto ti allontana ancor di più dall’originale, dalla luce. L’idea ora ti fa quasi sorridere: tu e la luce? Si, più ci pensi e più ti fa ridere.
Non puoi fare altro, o forse si ma non in quel momento, e lasci andare le parole così senza pensarci. Troveranno un posto migliore, sono certo che lo faranno perché non si accumulano come la polvere sotto il letto il lerciume sul ciglio della strada o il grasso tra le piastrelle.
Staranno bene dove sono adesso? Le immagino raccolte da qualcuno in grado di capirle e usarle correttamente, magari altre hanno trovato qualcuno che le coccola facendone ghirigori dolcissimi e incomprensibili, e il resto radunate in un luogo segreto, offese e incapaci d’accettare l’affronto subito continuano a rimescolarsi nel tentativo di darsi un significato rivoluzionario.
Ormai ho dimenticato come le ho formulate, ricordo che stavano bene e sembravano davvero importanti, forse lo erano; ma le ho lasciate andare, mi sono sfuggite, oppure le ho cacciate senza rendermene conto? Non lo so più, però ho un bel ricordo.