Jun 26 2008
Ancora?
- È scomparsa più di vent’anni fa, ancora ne parlano?
~ I dinosauri son scomparsi da un milione di anni e ci fanno fior di documentari.
Jun 26 2008
- È scomparsa più di vent’anni fa, ancora ne parlano?
~ I dinosauri son scomparsi da un milione di anni e ci fanno fior di documentari.
Jun 14 2008
E però mitica estate, quella dell’82
La citazione qui sopra è una di quelle strane coincidenze che non hanno spiegazioni. Non riporto il link al post originale per non infastidire la proprietaria del blog e poi quello che vado a scrivere centra poco o niente con il post originale.
Nel ’82, d’estate, che per me l’estate si concentrava e finiva in un paio di settimane d’inizio settembre, non avevo ancora un computer e disperdevo le facoltà mentali di sedicenne nell’ammirare lo space shuttle e scoprire i segreti del mondo radioamatoriale. Poi, in quel breve periodo di due settimane che avrebbe dovuto chiudere un estate interessante ma per niente mitica, m’innamorai perdutamente di Roberta. Era travolgente, anarchica quanto basta da non legarsi alle mode e prendere in simpatia un orso come il qui presente. Pensate voi che cosa può capitare ad un sedicenne ciccione e geek (anche se a quel tempo il termine non esisteva ancora, già frequentavo il lato oscuro del hi-tech) che si trova un paio di occhi azzurri circondati di biondo -e tutto il resto- puntati costantemente addosso. Perde il senso della realtà, non ci sta più con la testa, sbarella insomma.
In due settimane ho conosciuto una ragazza bellissima, me ne sono innamorato perdutamente e senza dire una parola infine l’ho persa. Sapevo sarebbe finita a quel modo e in quei tempi stabiliti, lo stesso ne soffrii -ai tempi più di cuore che di pancia, ma che ne sai, certe gastriti potrebbero avere radici lontane.
Capitarono altre cose nell’estate del ’82, ma la memoria ha messo Roberta in primo piano lasciando il resto dietro la solita cortina di nebbia e confusione, una cappa psicologica che lentamente rimescola, cancella o distorce gli eventi. Uno di questi eventi è riapparso proprio come un fantasma. Il mio vecchio amico Sergio, fresco di chemioterapia, ha diradato un po’ di quella foschia che oscurava -sicuramente imbellendolo più del dovuto- quel maledetto decennio.
A parte la musica, degli anni ottanta non posso dire molto. Ho sempre pensato d’averli vissuti più da osservatore. In realtà aspettavo la navetta di salvataggio che mi avrebbe riportato a casa su Alpha Centauri; su Centauri Brinaza per la precisione. Ho aspettato la navetta anche il decennio successivo e anche adesso ogni tanto guardo dalla finestra, ma non ho più molte speranze.
Questo per farti capire che razza di asociale, egoista e distratto sono. Si, perché una delle cose che il mio amico sbucato dalle nebbie del passato mi ha confessato -senza che glielo chiedessi e per giunta ad alta voce in luogo pubblico- è che il sottoscritto è il suo amore mai sublimato. Sergio apparteneva come me al lato oscuro dell’Hi-Tech e anche ad un altro lato di qualcosa che non ho mai desiderato approfondire. Non sapevo però che, visto da là, riuscivo ad interessarlo. Non così tanto almeno.
L’estate del ’82 è stata in qualche modo mitica, ma probabilmente di quell’estate e di tutto il resto del decennio non ho capito proprio niente.
Resta inteso che quel che è venuto dopo è tutta una tragica conseguenza.
Jun 03 2008
Un vero uomo non deve chiedere mai. Te la ricordi?
Di solito da non chiedere sono le indicazioni stradali, certo, che ovvietà; un vero maschio ha un GPS naturale che lo porta esattamente dove deve andare e nel caso la strada lo porti altrove, allora è la strada ad essere sbagliata, fatta male con svincoli innaturali e privi di logica, quando addirittura inopportuni. Altrimenti sono le indicazioni ad essere mal posizionate o confuse, certamente qualcuno le ha messe al contrario per scherzo.
Ma un vero maschio che si rispetti, uno come me insomma, si pregia di soffrire anche della sindrome del guerriero.
Con la sindrome del guerriero s’intende quella forma mentis che non prevede feriti, prigionieri e mutilati in tempi di guerra e ricoveri, medicine tre volte al dì, cure di durata settimanale in tempo di pace.
Le omeopatiche mai; almeno fino a che non si ritrova il menhir buono col quale presentarsi al druido.
Insomma, cercate di capire (me e questa mia genia) qui si vive in gloria o si muore con onore, oppure il contrario ma sempre con il manuale del giovane gladiatore a portata di mano. Non è prevista la via di mezzo e quando hai un mal di testa persistente un po’ ti spiace non essere un fondamentalista mussulmano (che bello potersi immolare per il proprio dio con una deflagrazione da un kilotone; altro che mentos e coca cola) o fare un botto su di una mina scordata presso qualche monte Afgano alla impavida ricerca di un terrorista barbuto e turbantato. Ti spiace dover salutare i tuoi cari per l’ultima volta causa una rinite o una semplice otite, davvero non vorresti andartene, ma sei un vero maschio e non puoi avere semplicemente un infezione o un lembo del tuo corpo in difetto. Morirai è certo, qualcosa d’oscuro e orribile che ne House o altri dottori riusciranno ad identificare si è diffuso e ha raggiunto ogni anfratto del tuo sistema vascolare e nervoso, per gli altri è questione di tempo; ovviamente poco.
Passerai i tuoi ultimi giorni soffrendo in silenzio, valgono però smorfie di dolore, grugniti a denti stretti e ogni tipo di segnale sonoro purché non verbale. inenarrabili e indicibili sofferenze attraverseranno il tuo corpo nel tentativo di devastare lo spirito perché tu, maschio vero, declinerai la pietosa offerta di quei medicinali che alleviano il dolore e ottundono la mente, vuoi guardare in viso la morte tu, e la sfiderai non ad una partita a scacchi bensì ad una mano veloce di Texas Hold’em; magari online così che ti vedano anche gli amici.
Poi uno che è vero maschio ha un’altra cosa -tra le tante- che non chiederà mai: il motivo di quel sorrisino un po’ beffardo un po’ di compatimento che illumina il viso della dottoressa mentre recita: tre volte al dì per otto giorni, poi ci rivediamo (lo stesso aveva mia madre quando le assicuravo, con le mani ancora impiastricciate, che mai e poi mai avrei osato rovistare nella credenza in cerca di marmellata e leccornie proibite in genere).
Un vero maschio vista sbarrata la strada della gloria e conseguente funerale guerriero, sedato da un sorriso materno a questo punto una domanda la fa: ma brucia?
Per essere pronto, mica per paura.