Aug
28
2008
Lo scopo del gioco è vincere, eppure molto spesso il maggior appagamento deriva dal giocare.
Certo vincere è gratificante e perdere causa una delusione più o meno consolabile; su questo non ci piove. Resto convinto che il traguardo finale, la vittoria, diventa raggiungibile con maggior facilità se l’impegno è diretto a giocare bene e non a guadagnare il punto.
Aug
26
2008
Sono un tattico pianificatore, io. Ho diverse caselle email attive, ognuna ha un suo perché.
Anzitutto una per convalidare le registrazioni presso banche, istituti vari nonché carta di credito e Paypal.
Altre per eventuali iscrizioni a siti commerciali, social network, mailing list e via dicendo.
Non ho ben capito chi mi ha iscritto a questa newsletter, se la banca quelli della carta di credito, l’INPS o chi altro. Fatto sta che arriva spesso una email con offerte a basso prezzo per oggetti di lusso; a me che per lusso intendo un processore quad-core per far girare uno script in bash, che tipo d’interesse possa provare per mezzo chilo di ferro con sopra un quadrante striminzito griffato di&gi te lo lascio immaginare.
Dopo varie cancellazione della inutile comunicazione, ho finalmente deciso a procedere con l’annullamento dell’iscrizione cliccando sul microscopico unsubscribe in fondo. Risultato:
Conferma cancellazione
La tua richiesta di disiscrizione è stata registrata correttamente: da questo momento non riceverai più la nostra newsletter. Ti preghiamo comunque di notare che potresti ricevere ancora email nel caso queste fossero state pianificate o schedulate prima della ricezione della tua richiesta di disiscrizione.
Anche se il significato è identico e l’italianizzazione orrenda, accetto con un sorriso Schedulate.
La Disiscrizione invece irrita parecchio, mi vergognerei ad usarla per un mio servizio.
Ora non resta che attendere, sperando che le loro Schedulazioni non siano come quelle di mamma per pranzo e cena, che prevedono cosa mangerai dal giorno zero al diciottomillesimo o giù di li.
Aug
25
2008
…e dal mio punto di vista, ha fatto una gran cazzata.
Dopo ore trascorse tra sommessi grugniti mille sigarette e altrettante punture di zanzara da far sembrare le caviglie gli avambracci di Poppey, tutto può essere riassunto così. Una cazzata.
La notte i suoni sono diversi, se non li ascolti credi semplicemente siano più forti grazie al silenzio, in realtà hanno la stessa intensità di sempre. I suoni, tutti quei rumori che nel diurno si perdono in sottofondo, la notte sono più particolareggiati.
Così, un crack diventa crack tac tac, un plunk cambia in plunk toc e lo weep in sweep weeph weeph.
Le distanze rimangono uguali, ma ogni suono notturno ne chiama un altro. Discorrono tra loro una persiana e l’indicazione stradale e interviene ogni tanto anche una grata, che calpestata da un lato ha sempre da dire la sua. Gli allarmi fischiano e ululano giocando ad un girotondo che investe diversi paesi, spaventando i proprietari, in realtà vogliono solo giocare a rimpiattino con la guardia notturna che corre a controllare senza trovare nulla, se non un circuito impazzito che gli fa l’occhiolino con il suo unico grande occhio rosso.
Quando ogni cosa tace e questo chiacchiericcio di schiocchi fischi e campanacci ha inizio dalla finestra spalancata entra una leggera brezza e con essa anche i rumori più lontani. A volte è il rombo sordo di un aereo, molto più spesso una sirena d’ambulanza. Capita a volte di sentire il motorino di qualche ragazzino che ha fatto tardi. Allora lo seguo. Con l’immaginazione cerco di capire in che tratto del paese si trova e quale via sta percorrendo. Quando il suono cala percorre una curva e poi sale e di nuovo cala allora, mi dico, sta passando davanti alla palestra. Poi di nuovo cala: giustamente -penso- qui c’è una doppia curva stretta. Ma d’improvviso cala di nuovo, sparisce e torna a ronzare in lontananza: avrà svoltato, ma che svolti a destra o sinistra ho perso le giuste coordinate e allora ricomincio da capo fino a quando non giunge a destinazione. Allora cerco di percorrere la strada a rovescio immaginando in base ai suoni dove ha tirato dritto e dove invece ha svoltato e ogni volta il percorso è incomprensibile, sembra che quel ronzio abbia fatto un giro di piacere per tutto il paese percorrendo a tratti vie che non esistono.
Di giorno, invece, ogni cosa è più immediata e in un certo modo ridotta, si perdono i dettagli e l’attenzione salta da una questione all’altra senza tregua e allora non c’è tempo, riflettere significa perdere il ritmo e quel che ti fa perdere il ritmo è, o diventa, una cazzata.
Ma la notte, è un’altra cosa.
Aug
23
2008
Un numero così ridondante dovrebbe essere onorato con un bel post. Invece No.
Ho ripulito il mio appartamento da un decennio di fumi delle Luky Strike e del termosifone. Ho impiegato due giorni per svuotarlo di computer, periferiche e ogni tipo di cavo, adattatore e scheda accumulatasi qui dentro nel corso del tempo. Poi, esausto dall’aver assistito moralmente gli imbianchini, ho passato la successiva settimana nel rimettere il tutto a posto. Non proprio tutto, un paio di scatoloni di carta da riciclare e due sacchi pieni di questo-lo-tengo-che-può-tornare-sempre-utile li ho affidati ai tizi che passano a ritirare il materiale per la discarica. Un paio di vecchi pc e i rottami di alcuni portatili sono depositati nell’ennesimo locale adibito a questo uso. Il resto è qui, lindo e ripulito a dovere.
Non contento per digitalizzare questo mio momento, ho aggiornato anche il blog. Si, sempre uoppress, ma in ultimate edition, sono rimasto parecchio indietro con gli aggiornamenti e sinceramente non sapevo a cosa andavo incontro. Pensavo peggio: immaginavo catastrofi al database e collasso totale del template. Al contrario l”unico problema è stato alla colonnina dei link, alcune vecchie funzioni non più supportate hanno dato qualche grattacapo ma niente che non si risolva consultando l’apposito wiki e offendendo pesantemente chi lo ha scritto. Il wik, chissà com’è, ha esempi che si fermano sempre al punto in cui tu eri arrivato senza problemi.
Aug
06
2008
Sarà che non ho capito niente. Sarà che vivo in mezzo ai barbari, leggo i giornaletti sbagliati e guardo le tv del gruppo. Sarà che: ‘chi sa fingere sa regnare’, a me è sempre puzzato di viltà, quando non peggio.
Sarà quel che ti pare ma io, andassi in Cina da olimpico, alzerei il pugno come fecero gli statunitensi a Città del Messico nel ’68.
Come organizzatore prenderei in seria considerazione la possibilità di non partecipare, come già è successo con gli statunitensi a Mosca nel ’80, i sovietici a Los Angeles nel ’84 e prima ancora gli africani nel ’76.
Invece, fossi nel comitato olimpico con ampi poteri decisionali, non avrei organizzato i giochi a Pechino e persino di estrosso la Cina dai giochi, come si lasciarono a casa quelli della ex Jugoslavia dai campionati europei del ’92.
Sarà, ma se lo sport non deve immischiarsi con la politica, forse è il caso di farne un po’ di più di questa politica (mica nascondersi quando arriva il Dalai Lama).
Macché. Tutti allineati e coperti.
Vergogna.