Archive for January, 2009

Jan 26 2009

Fammi luce qui

impanato uzi e allegato in In my mind

Avrei tanta voglia di scrivere storie. Storie ricamate, addolcite, rivissute e imbellettate, romantiche come una vecchia fotografia ingiallita della zia Adelina col vestito della festa. Ma si, la realtà percepita con quegli occhi lì. Quegli occhi che ti fanno vedere le cose in modo diverso. Non particolarmente profondo e vero, solo diverso dal semplice guardare. Uno sguardo personale sulle cose e persone.
La storia è lunga e non mi va di raccontarla, con gli anni ho imparato a guardare anche me stesso con occhi diversi; non obbiettivamente d’accordo, ma spero un po’ meglio di quel che ho fatto per lungo tempo. La storia quindi non la racconto, ma gli effetti collaterali credo siano ormai evidenti da tempo.

Non saprei come spiegartelo bene, ma meglio di così al momento non me ne viene:
Ricordi la trekking light, quel tubetto di plastica che una volta piegato iniziava ad emettere una luce fosforescente per una decina di minuti? La regalavano con un cambio d’olio non so a quale distributore e siccome in famiglia l’olio che conta è quello d’oliva e non il minerale o sintetico, non ne avremmo vista una dal vero se non fosse stato per un amico di mio padre, benzinaio, che un giorno ne portò una manciata in regalo e che il genitore -con mio sommo disappunto- regalò a destra e a manca prima che potessi tenerne una per me. Poi dicono che la scuola offre opportunità, a me in quel caso la tolse, ma lasciamo stare.
Dunque le trekking light si piegavano ed emettevano luce, ora a me sembra d’essere il contrario di uno di quei bastoncini; emettevo luce e dopo essermi piegato mi sono spento. Ti verrà da obbiettare che è quello che capita ad una normale lampada al neon, che se la pieghi poi non funziona più, ma non è esattamente la stessa cosa. Non mi sento rotto o spezzato ma come se per un’anomalia in un momento ben definito la reazione chimica sia stata inibita. Una reazione chimica fittizia, o forse no, dato che è tutto dentro la mia testa e forse davvero ho carenze di qualche elemento come il litio o magari il nichel cadmio (Si si lo so, lo stronzio abbonda). Insomma qualcosa che prima c’era adesso non c’è più, manca sopra ogni altra cosa l’empatia. Empatia con le persone, ma anche con le cose le stagioni o semplicemente con una particolare luce del giorno. Me ne accorgo sempre un po’ di più ma non ne sento la mancanza, so che adesso cose e persone hanno preso un valore diverso. Meno disegnate più vicine al reale forse, non che ritenga la mia opinione insindacabile, valuto per quello che vedo e sono pronto a ricredermi, ma senza quella mia luce immaginaria le persone sono solo quello che appaiono o vogliono apparire e perdono quel pizzico di fascino in più che probabilmente, vero o immaginario che fosse, era il mio modo di vederle. Belle o meno, raramente noiose.

Un ardito commento

Jan 07 2009

Per quest’anno, non cambiare…

impanato uzi e allegato in SubRoutine Quotidiane

Per quest’anno i miei buoni propositi sono molto più accessibili, facilmente realizzabili e posso affermare con orgoglio d’essere già sulla buona strada.

Non troverò moglie/compagna/partner (già è difficile trovarle un aggettivo, figurati il resto).
Non smetterò di fumare (il fumo provoca il cancro, ma con me si è sempre comportato bene).
Non mi metterò a dieta (piuttosto digiuno, ma la dieta: no).
Giocherò più spesso a Poker (esclusivamente sulle rooms vietate in italia).
Spenderò più soldi in vaccate tecnologiche (che poi non utilizzerò).
Farò sempre più tardi la notte (tanto il quadrilatero è sempre vuoto).

Con orgoglio ma senza compiacermene perché se una cosa la ho imparata è che di tutte le cose di cui mi compiaccio, di tutte le cose che mi donano anche un minuto di piacere e in quel minuto mi ci crogiolo anche solo un pochino; tutte quelle cose lì finiscono col darmi dispiaceri, delusioni o contrasti irrisolvibili.
Faccio, farò, come con questa neve: la osservo di sghibescio dalla finestra fingendo quasi d’ignorarla. In verità l’adoro. Mi piacciono i tetti imbiancati, i bordi delle panche rialzati a dismisura, mi piace osservare come s’insinua anche dove non dovrebbe esserci e gli alberi che sembrano piegarsi per depositarla con cura al suolo.
L’adoro ma faccio finta di nulla, come se non m’importasse. Altrimenti, come tutte le cose adorabili, sparirebbe in un baleno.

3 han detto che