Aug
29
2009
Cosa e quanto sei disposto a mettere in gioco?
Tutto o una parte?
La domanda infine è: quanto sei disposto a perdere?
Il cruccio non è tanto mettere in preventivo la sconfitta, oltremodo contemplata, ma riuscire a quantificare materialmente cosa si perde e cosa si guadagna.
È un castello fatto di carte, e tu sogni di viverci. Sai che è improbabile possa reggere a lungo, eppure non riesci a smettere le congetture, l’analisi illogica delle eventualità e quel triste conto delle restanti future possibilità.
Da quanto tempo non sentivi cuore e cervello in competizione per avere la meglio. Uno ti conosce troppo bene e affonda colpi tremendi: ricordi, insinuazioni e analisi. L’altro sembra ignorare ogni cosa; il passato non conta, il futuro non è ancora e il presente così leggero e gravido di promesse marca un chiaro sentiero per la felicità.
Il gioco è crudele, non ci sono pareggi né vittorie o sconfitte totali ma si vince o perde. Sempre.
Allora sinceramente, cosa sei disposto a mettere in gioco?
C’è solo una risposta giusta, e tu ancora non l’hai data.
La domanda, infine capirai, è prodromo della sconfitta.
Non tutte le risposte hanno bisogno di una domanda.
Aug
08
2009
No ferma, non vedi: sono incastrato.
Ma figurati. Ci vengo volentieri, ma come faccio. Ho la caviglia li sotto e non riesco a….
No no no, non ho paura di farmi male, se ci tieni tanto saperlo già così fa male, e non da un minuto ma da parecchio. Ecco, sei riuscita a farmi fare la figura del Lagnoso. Odio fare la figura del lagnoso.
Perché perché perché, se non te ne sei accorta la sopra c’è gente, e… Bé, è ovvio che m’importa di loro altrimenti per quale motivo starei qui sotto.
Guarda: a me piaci tanto, ma tanto tanto. Però a volte mi fai morire dal ridere e mi dai i nervi. Credevo fosse ovvio, se tolgo la caviglia inizia a traballare e stai pur certa che prima o poi casca tutto.
Secondo te ho alternative?
No, non pensarci nemmeno! Qui sotto a fare il ‘pollastro portante’ non ti ci voglio.
No, non è che non ti voglio. Non ti voglio in questo ruolo. Puoi pensare quello che ti pare, ma sbagli. Cazzo se sbagli. Sbagli e mi fa arrabbiare il fatto di non poterti dimostrare che hai torto. Ma credimi, te lo dico con il cuore in mano: qui sotto, mai. Mi basterebbe sentire solo una volta un sospiro di rimpianto e sarebbe come se tutto mi crollasse addosso.
Eh si, siamo sempre lì.
Mi dispiace. Lo so che non te ne fai niente e…
Va bene. Ok. Lo so e…
Ciao.
Che poi uno si abitua e non ci fa più tanto caso. Solo che quando non ci fai più tanto caso ti scordi d’essere incastrato.